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- di Adriana Spera
Dopo la pubblicazione in data odierna della sentenza n. 19/2025 da parte della Corte Costituzionale, il Governo in carica può tirare un sospiro di sollievo, non altrettanto potranno fare milioni di pensionati che negli ultimi due anni, per effetto di altrettante leggi di bilancio, si sono visti dimezzare l’importo della rivalutazione dell’assegno mensile legato al recupero dell’inflazione, un taglio che non verrà mai più recuperato.

Con sentenza n. 2618/2025, pubblicata lo scorso 4 febbraio, la Corte di cassazione - sezione Lavoro – ha respinto il ricorso di un lavoratore dipendente avverso la decisione n.837/2023 della Corte di Appello di Roma, di conferma della sentenza del Tribunale con la quale era stata respinta
Con sentenza n.605/2025, la Cassazione – sezione Lavoro – ha respinto il ricorso proposto da una società datrice di lavoro avverso la decisione della Corte d’Appello di Napoli n.598/2021 che, in riforma di quando statuito dal Tribunale, aveva accolto la domanda di un lavoratore disabile finalizzata a poter effettuare in regime di smart working le stesse mansioni svolte presso la sede di assegnazione, ritenendo ininfluente la circostanza, dedotta dalla medesima società, che all’interno del relativo regolamento aziendale era escluso lo smart working per i profili svolgenti le medesime attività del lavoratore ricorrente.
Con sentenza n. 31712/2024, pubblicata il 10 dicembre scorso, la Corte di Cassazione – sezione Lavoro – nel rigettare il ricorso proposto da un’azienda avverso la decisione della Corte d’Appello di Milano n. 495/2020, ha ribadito il proprio orientamento consolidato in materia di retribuzione spettante per prestazione effettuata dai lavoratori dipendenti nella giornata di domenica.
