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- di Flavia Scotti
Spesso i trasferimenti di sede disposti d’ufficio dall’ente datore di lavoro approdano nelle aule di giustizia, in quanto il lavoratore ne contesta le motivazioni o l'assenza delle sresse.
Con sentenza n.124, depositata il 3 ottobre 2016, resa a seguito di un’ordinanza del Consiglio di Stato che aveva sollevato la questione di costituzionalità, la Corte costituzionale si è pronunciata in tema di vicedirigenza nel pubblico impiego, figura istituita dall’art.17-bis del d. lgs. n.165 del 2001 e poi soppressa dall’art.5, comma 13 del d.l. n.95 del 2012, disposizione, quest’ultima, che il giudice remittente ha ritenuto, per più profili, affetta da incostituzionalità.
Importante sentenza (n. 213 del 23 settembre 2016) della Corte costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), come modificato dall’art. 24, comma 1, lettera a), della legge 4 novembre 2010, n. 183, nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con handicap in situazione di gravità, in alternativa al coniuge, parente o affine entro il secondo grado.
Il Tar Liguria, Sezione II, con sentenza 9 settembre 2016 n. 940 (Pres. Pupilella, Est. Morbelli), ha bocciato la decisione di un istituto scolastico che aveva negato ad uno studente l’ammissione alla classe successiva.
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