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- di Benedetto De Vivo
In un mio precedente intervento sul Foglietto dell’11 novembre 2014 "Internazionalizzazione e mercato dei cervelli", rimarcavo come la fuga dei cervelli dall’Italia, di cui tanto si parla, sia un falso problema, in quanto il nostro Paese dovrebbe viceversa dar vita ad un sistema ricerca/formazione al passo con i Paesi di punta, creando le condizioni per un “mercato” dei cervelli, in entrata e in uscita, di modo che i migliori vengano a lavorare nel nostro Paese, per produrre innovazione tecnologica, e quindi ricchezza per il Paese.

Era il 30 dicembre 2011. Due settimane prima il Parlamento, nel silenzio generale, aveva approvato in prima lettura la riforma costituzionale per introdurre il pareggio di bilancio. Il nuovo governo guidato da Mario Monti, acclamato come salvatore della Patria, aveva già emanato il decreto Salva Italia, quello che fece piangere copiose lacrime alla ministra Fornero, che non riusciva a pronunciare la parola “sacrificio”.
La scorsa settimana, dal 17 al 21 marzo, si è tenuta ad Abu Dhabi la Conferenza mondiale Tabacco o Salute, tema di tragica attualità, dato che, secondo l’Oms, anche se il fumo è la prima causa di morte evitabile, ogni anno continua a uccidere 5 milioni di persone in tutto il mondo, che muoiono di cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie.
L’università non trova pace: per reclutare il corpo accademico non funziona nemmeno il sistema dell’abilitazione scientifica nazionale. E’ l’ennesimo fallimento in pochi anni.
