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- di Roberto Tomei
A colpi di comitati, dibattiti, incontri, convegni, manifesti e quant’altro, la campagna referendaria infuria ormai in tutta la penisola. La materia su cui i cittadini dovranno pronunciarsi è complessa e delicata e avrebbe richiesto una pacata riflessione del Parlamento, quale giusta premessa per una riforma condivisa. Purtroppo le cose sono andate diversamente. Certo la Costituzione non è intoccabile, ma cambiare 47 articoli in un colpo solo, e soprattutto a maggioranza, peraltro senza mai dirlo espressamente, non è affatto un bel segnale di democrazia, tanto più che la consultazione si svolge in un paese in cui quasi il 50% dei cittadini non va a votare e per il referendum costituzionale nemmeno è previsto il quorum.

