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- di Roberto Tomei
Come i miei amici ma non i miei lettori sanno, vivo da qualche anno ad Ascoli Piceno, città abitata da una popolazione che di terremoti ha una certa dimestichezza. Solo di recente, ce ne sono stati diversi: tra i più forti, nel ’72, nell’80, poi quello di L’Aquila nel 2009. I più anziani ricordano quello del 1943, quando un enorme boato, seguito da una forte scossa, fece credere ai Tedeschi di essere attaccati dagli Alleati, inducendoli a rinunciare a far saltare uno dei ponti principali della città, per darsela prontamente a gambe. Per quanto possa apparire strano, perciò, ci sono stati, persino terremoti “salvifici”.

