- Dettagli
- di Roberto Tomei
Signori miei: nonostante tutto, la Costituzione ha vinto. Sì, perché stavolta per il cambiamento (leggi stravolgimento) si erano mobilitati tutti, ma proprio tutti, a livello sia nazionale che internazionale.
Nell’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria la Banca d’Italia ha segnalato “un forte aumento della volatilità attesa per il mercato italiano a ridosso della prima settimana di dicembre, in corrispondenza con il referendum sulla riforma costituzionale”.
Con sentenza n.251 del 25 novembre 2016, la Corte Costituzionale – che ha sintetizzato in un documento il contenuto della medesima sentenza - ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme, contenute nella legge n.124/2015, aventi ad oggetto la delega al Governo in tema di riorganizzazione della dirigenza pubblica, nella parte in cui prevedono che i decreti attuativi siano adottati sulla base di una forma di raccordo con le Regioni, che non è l’intesa, ma il semplice parere, in quanto non idoneo a realizzare un confronto autentico con le autonomie regionali.
La scelta che andremo a fare domenica prossima è sul genere di paese che vogliamo, ovvero, se vogliamo vivere in un paese democratico e solidale, con pesi e contrappesi per ogni potere, oppure, se vogliamo vivere, secondo le indicazioni dettate dalla finanza internazionale, in un paese oligarchico.
Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!