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- di Adriana Spera
Quest'anno, abbiamo deciso di non fare il solito articolo sulla Giornata internazionale della Donna perché ci sembra, considerato che nulla cambia, che sia divenuta una triste liturgia.
Il 16 febbraio scorso, qui sul Foglietto avevamo scritto in merito allo stadio della Roma, una vicenda che sembrava aver assunto importanza vitale per le sorti nazionali, tanto da far scrivere a qualcuno che “nei 9 anni successivi alla realizzazione del progetto si genererà un aumento cumulato del Pil di circa 18,5 miliardi, pari all’1,5% del Pil provinciale. L’occupazione aumenterebbe di 12.500 unità di lavoro”.
Forse c’è chi non lo ammette, ma si sa che ogni professore universitario ambirebbe a chiudere la propria carriera col titolo di emerito. A pensarci bene, è umano, molto umano. Non solo, ma l’aspettativa dell’emeritato può essere vissuta, in certi casi, come una questione di principio, per la quale è comprensibile che si possa finire anche davanti al Consiglio di Stato, come è accaduto di recente. Ma andiamo con ordine.
Nei mesi scorsi, avevamo scritto in merito al prospettato accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione europea, il Ttip, e tra Ue e Canada, il Ceta, e ai rischi che gli stessi comportavano non solo per la nostra economia fatta di tante piccole realtà produttive d'eccellenza ma anche per la salute dei cittadini europei.
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