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- di Aldo Pirone
Con l'attacco all'Iran, Netanyahu sta ottenendo l'obiettivo di compattare dietro di sé l'opinione pubblica israeliana che vede nell'Iran degli ayatollah, grazie anche ai loro proclami sulla distruzione di Israele, un nemico storico; di spostare l'attenzione internazionale dalla mattanza di Gaza - ieri altre decine di palestinesi sono morti - che, anche se tardivamente, stava suscitando crescenti proteste dei governanti europei; di rendere quasi silenzioso l' "altro ebraismo" e le proteste dell'altro Israele contro Netanyahu medesimo.

Dovremmo essere grati a Bankitalia che nel suo ultimo rapporto annuale ci ricorda un dettaglio che le nostre società, ricche e lamentose, tendono costantemente a obliterare, prese come sono dalla defatigante attività di compiangersi.
Netanyahu ha attaccato i siti nucleari dell'Iran. Gli Usa ridono sotto i baffi. L'attacco mette ancor di più in pericolo, e che pericolo!, la pace in Medio Oriente.
Nel 2100, secondo le previsioni Onu riportate nell’ultima Financial stability review della Bce, un po’ meno del 40% degli abitati del mondo, che dovrebbero essere poco più di 10 miliardi saranno africani. L’Asia ne esprimerà qualcosa in più. L’UE meno del 5%. E questa piccola quota di popolazione sarà molto anziana, e quindi fragile.
Intanto cominciamo dai numeri, quelli veri forniti dal Viminale. Su 61.591 più i 1.863 (ne mancano solo 32 di quelli esteri) sono andati al voto quasi 15 milioni di italiani (29.89%). Più dei 14.265.267 raccolto da tutte le opposizioni nelle elezioni politiche del 2022 a fronte dei 12.305.014 raccolto dalle dalle destre.
