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- di Maurizio Sgroi
Mentre il mondo litiga sui dazi, la Cina sta silenziosamente accelerando i suoi investimenti nell’ambizioso progetto della Belt and Road iniziative. Nei primi sei mesi di quest’anno, secondo quanto riportato dagli osservatori del Green Finance&Development center, istituto legato all’università Fudan di Shanghai, in collaborazione con a Griffith University di Brisbane, la Cina ha impiegato 66,2 miliardi per contratti di costruzione e 57,1 miliardi in investimenti di altra natura diffusi lungo tutti i paesi interessati dal progetto.

L’analisi sul sistema dei servizi sociali comunali evidenzia squilibri territoriali nella spesa sociale pro capite, con valori bassi e strutturalmente insufficienti in vaste aree del Paese, a fronte di un bisogno sociale più accentuato. Livelli di spesa più elevati si registrano invece in alcune Regioni, soprattutto in quelle a statuto speciale.
Si inizia a fare il conto dei danni provocati in Europa dalla decisione cinese del 4 aprile scorso, seguita all’annuncio di dazi arrivato dagli Usa, di imporre restrizioni alle esportazioni di terre rare. Era chiaro a tutti che l’Europa avrebbe pagato un prezzo elevato, vista la notevole dipendenza di molti filiere produttive dall’import cinese di questi materiali. E le ultime notizie, che parlano di un ulteriore inasprimento delle condizioni di esportazione di questi materiali non sono per niente rassicuranti.
La curva che vedete impennarsi (grafico in basso) misura l’aumento delle entrate fiscali da dazi osservate di recente negli Stati Uniti.
