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- di Maurizio Sgroi
In pratica, la domanda di mutui si è dimezzata sia di qua che di là dell’Atlantico, e sarebbe strano il contrario, coi tassi (fissi) che superano il 4 per cento, quando prima erano a un quarto o poco sopra. Dovremmo dispiacerci per questo? Non ne sono convinto.

"Non c’è nessuna riforma previdenziale che tiene nel medio-lungo periodo con i numeri della natalità che abbiamo oggi in questo paese”. Con questa dichiarazione, frutto di una estrema semplificazione della questione, il ministro dell’economia Giorgetti ha messo una pietra tombale alla possibilità di rivedere le regole del sistema previdenziale.
Ossessionati come siamo dal numeretto che quantifica la nostra crescita, non prestiamo la dovuta attenzione ad altre due variabili esibite in bella vista nell’ultimo World Economic Outlook del Fmi: l’andamento del commercio internazionale e l’inflazione.
Nel suo ultimo rapporto annuale sulla situazione del paese, l’Istat ci ricorda una cosa che viene ripetuta pressoché costantemente: l’Italia non è di fatto un paese che aiuta i giovani.
L’inflazione, come noto, erode il potere d’acquisto degli stipendi e l’assioma vale ancora di più per i dipendenti pubblici, che devono attendere anni per il rinnovo del contratto collettivo
