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Mercoledì, 11 Mar 2026

logo ISTAT 1Salvo imprevisti, l’arrivo del nuovo cda in via Cesare Balbo, sede dell’Istat, è solo questione di giorni, se non di ore.

A distanza di più di un anno dall’uscita di scena, per scadenza del mandato, del precedente consesso, il premier Renzi ce l’avrebbe fatta a ricomporlo.

Fonti confidenziali riferiscono cha a reggere le sorti dell’ente statistico per il prossimo quadriennio saranno, oltre a Giorgio Alleva, nominato presidente a luglio del 2014, Daniela Cocchi, Silvia Biffignandi, Lida Viganoni e Pier Paolo Italia: tre donne e due uomini.

Cocchi, professore ordinario presso l’Università di Bologna, e Italia, ispettore generale del Mef, da tempo sarebbero stati designati dal Comstat, di cui fanno parte. Biffignandi e Viganoni, rispettivamente professore ordinario di Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi presso l’Università di Bergamo e professore ordinario di Geografia presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, sarebbero state, invece, designate direttamente dal premier Renzi.

Sta per chiudersi, dunque, una pagina tutt’altro che esemplare per la vita dell’Istat, orfano del cda per più di un anno e costretto, molto probabilmente, ad iniziare il suo 90° anno di età in esercizio provvisorio.

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AGGIORNAMENTO DEL 14 GENNAIO 2016

Con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, registrato dalla Corte dei conti il 5 gennaio 2016, contenente un errore al quale è stato posto rimedio in extremis,  è stato nominato, a distanza di più di un anno dalla scadenza del precedente, il nuovo cda dell'Istat.

Dei quattro nomi "anticipati" dal Foglietto nell'articolo del 28 dicembre scorso, tre hanno trovato conferma: Daniela Cocchi, Pier Paolo Italia e Silvia Biffignandi. Il quarto componente è Maurizio Franzini, Ordinario di Politica economica all'Università La Sapienza.

Spetterà ora al nuovo Consiglio, insediatosi formalmente due giorni fa, esaminare ed approvare il "progetto di modernizzazione" del vegliardo Istituto di statistica (che quest'anno taglierà il traguardo dei 90 anni di età), da tempo nel cassetto dell'organo di vertice dell'ente di via Balbo, che dovrebbe caratterizzare il quadriennio della gestione Alleva, che fino a oggi si è contraddistinta soprattutto per una serie incredibile di incarichi dirigenziali prorogati o affidati ad interim.

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