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Mercoledì, 11 Mar 2026

di Antonio Del Gatto

Nei giorni scorsi, il Parlamento ha reso consultabili i redditi che deputati, senatori e ministri hanno indicato nella dichiarazione al fisco compilata nel 2012.

Solo 224 sui 954 parlamentari uscenti, però, avrebbero firmato la liberatoria per rendere pubblici i propri redditi.

E’ ormai noto a tutti che in testa alla speciale graduatoria figura, da anni, il solito Cav. Silvio Berlusconi, con la modica cifra di 35.439.981 (-13 milioni rispetto all’anno precedente).

Il premier, ancora in carica, Mario Monti, si è dovuto accontentare, si fa per dire, di un “modesto” milione e 92 mila euro.

Ben più robusto il portafoglio di alcuni suoi ministri, come quello di Paola Severino, titolare del dicastero della giustizia, con un reddito superiore ai 10 milioni di euro, mentre quello di Corrado Passera, titolare delle attività produttive, ha fatto registrare poco più di 2,7 milioni, rispetto ai quali appaiono davvero “miseri” i redditi dichiarati sia dal presidente del Senato, Renato Schifani (222,5 mila euro) che da quello della Camera, Gianfranco Fini (157,5 mila euro).

Tra gli uomini politici più noti, vi è Pierluigi Bersani, cha fatto segnare 137.973 euro, preceduto da Umberto Bossi, con  161.542.

Presenti nella graduatoria anche due volti noti della Ricerca: Luigi Nicolais, passato a marzo 2011 dal Parlamento alla guida del Cnr, e Francesco Profumo, che dopo aver assunto a novembre 2011 la guida del Miur, aveva dovuto mollare, dopo strenua resistenza, la presidenza dell’ente di piazzale Aldo Moro.

Tra i due, a prevalere in fatto di reddito è stato Nicolais, con oltre 441 mila euro, mentre Profumo ha dichiarato al fisco poco più di 279 mila.

Entrambi, però, sono stati surclassati da un volto noto e “benvoluto” dagli italiani, soprattutto da quelli che prima della “riforma” erano a un passo dalla pensione.

Si tratta di Elsa Fornero, che ha chiuso il 2011 con un reddito di 509.709 euro. Niente male per chi ha imposto profondi e dolorosi tagli a milioni di lavoratori, costretti a vivere con poco più di mille euro al mese.

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