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- di Redazione
La resistenza agli antibiotici è una delle più gravi emergenze sanitarie del nostro tempo, e bambine e bambini rappresentano la fascia più vulnerabile.
Le malattie trombotiche rappresentano la principale causa di morte e di ricovero ospedaliero. Possono insorgere come patologie indipendenti o essere associate a complicazioni di altre malattie (diabete di tipo 2, cancro, malattie autoimmuni a base infiammatoria e amiloidosi). Le evidenze cliniche indicano che anche le malattie infettive, causate da batteri o virus, rappresentano dei fattori di rischio importanti per le patologie trombotiche. La coagulazione, di per sé, è un processo fisiologico finalizzato a prevenire la perdita di sangue dal sistema cardio-circolatorio. Se attivato però in maniera anomala si determinano coaguli patologici (trombi) che causano l’occlusione dei vasi sanguigni e la morte dei tessuti che si trovano a valle dell’occlusione.
C’è una nuova via per prevenire le lesioni ossee che caratterizzano le persone affette da mieloma multiplo, ed è incentrata sui livelli di glutammato presenti nel midollo osseo. A indicarla è uno studio dell’Università di Parma appena pubblicato su “Leukemia” (gruppo Springer Nature), una delle principali riviste internazionali nel campo dell’ematologia, con elevato impact factor.
Presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma, UOC Chirurgia toracica, diretta da Erino Angelo Rendina, il 27 giugno scorso è stato effettuato con successo il primo intervento chirurgico nell’ambito del progetto sperimentale dal titolo “Chirurgia radioguidata con sonda beta in pazienti con tumori neuroendocrini (NET) polmonari eleggibili per chirurgia radicale”.
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