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- di Redazione
Clamorosa decisione del Consiglio di Stato che, con sentenza n. 3284 del 2 luglio 2015, ha statuito, tra l’altro, che: “Dopo l’entrata in vigore degli articoli 24 e 62 del d.lgs. n. 150 del 2009 non può pertanto procedersi allo svolgimento di nuove procedure selettive con le modalità previste dall’art. 15 del CCNL (degli enti pubblici di ricerca, ndr) e tanto meno può procedersi allo scorrimento di graduatorie risultanti dalle procedure selettive precedentemente svoltesi.

La Corte dei conti - Sezione regionale controllo per il Lazio - con deliberazione 15 giugno 2015, n. 125 (Pres. Carbone Prosperetti, Rel. Di Giulio) ha precisato che nel caso di corresponsione ai dipendenti pubblici di emolumenti non dovuti, il recupero si atteggia come comportamento doveroso per la P.A., privo di valenza provvedimentale, che discende direttamente dall’art. 2033 cod. civ. non rinunciabile, in quanto correlato al perseguimento delle finalità di pubblico interesse alle quali sono istituzionalmente destinate le somme indebitamente erogate.
Con sentenza n. 3240 del 26 giugno 2015, la V Sezione del Consiglio di Stato, si è occupata del mancato rispetto del principio delle pari opportunità di genere tra uomo e donna nella composizione della commissione giudicatrice di un concorso.
Una recente sentenza della Corte di Cassazione - Sez. Lavoro - n.10037 del 15 maggio 2015, precisa sostanza e confini del mobbing.
Il Consiglio dei ministri dell’11 giugno scorso ha approvato, in via definitiva, un decreto legislativo recante misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell’art. 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
