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Martedì, 28 Apr 2026

di Roberto Tomei

La Costituzione, come noto, contiene le regole fondamentali della vita democratica del nostro paese, in quanto regola i rapporti tra i cittadini e lo Stato, e quelli degli organi costituzionali tra loro.

Nel corso degli anni, si è talvolta parlato di una costituzione inattuata, a indicare quelle parti del dettato costituzionale che non erano state messe in pratica. Altre volte, si è gridato alla Costituzione tradita, per denunciare lo scarto tra la Costituzione vivente e quella formale.

Può accadere che alcune istituzioni che un paese si è dato possano non essere più coerenti con le trasformazioni della società, cosicché è normale che se ne effettui un adeguamento. Sappiamo, però, che non solo si tratta di procedure farraginose ma che solitamente manca l'unità politica sul contenuto delle modifiche da mettere in atto.

La cosa strana è che quando tutto si fa alla luce del sole raramente si arriva a qualche risultato. Quando invece le cose si fanno tacitamente e di soppiatto, ciò che accade di regola cambiando le leggi ordinarie senza toccare la Costituzione, allora nessuno si straccia le vesti.

In questi casi, vige quella che Costantino Mortati, insigne costituzionalista, aveva definito Costituzione materiale, indicando con essa quel nucleo di valori e di interessi che le forze politiche effettivamente esprimono e sono in condizione di far valere anche al di là e contro la stessa Costituzione formale.

Oggi che molti principi della Costituzione formale (si pensi al diritto al lavoro) sono sotto attacco, sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia, affinché contrastino con forza i crescenti tentativi di scardinare i principi fondamentali della nostra vita associata.

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