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- di Maurizio Sgroi
Il commercio internazionale galleggia lungo un trend declinante ormai da anni, e lo sappiamo bene. Il numero crescente delle restrizioni, generato dall’inimicizia crescente fra i due grandi litiganti, ossia Cina e Usa, non fa certo godere l’Europa che da una parte dipende pesantemente – anche se meno degli Usa – dalle importazioni di merci cinesi, e dall’altro ha un chiaro debito di lealtà nei confronti degli Usa, come mostra anche la recente decisione di alzare i dazi sulle auto elettriche cinesi.

In un anno, il 2023, in cui gli investimenti globali sui minerali critici sono cresciuti del 10 per cento, che non è poco ma neanche tanto, l’IEA (Intenational Energy Agency) segnala che gli investimenti cinesi nel settore hanno raggiunto i 19,4 miliardi di dollari, il livello più elevato dell’ultimo decennio, segnando addirittura una crescita del 160 per cento rispetto al 2022, anno nero per gli investimenti cinesi.
L’ultimo rapporto dell’IEA (Interational Energy Agency) sui minerali critici, quell’ampia categoria di materie prime che sono alla base della transizione ecologica, fotografa una tendenza molto chiara: i prezzi sono crollati, con il litio spot addirittura il calo del 75% nel dicembre 2023 rispetto a dicembre 2022. Anche cobalto, nickel e grafite, tutti materiali fondamentali per la produzione di batterie elettriche, hanno visto cali compresi fra il 30 e il 45%.
Intorno alle 11 del mattino di giovedì 23 maggio, il sito della Bce ha
