- Dettagli
- di Franco Mostacci
La grave crisi economica iniziata nella seconda metà dello scorso decennio sembra ormai superata ed è possibile tracciare un primo bilancio delle perdite sui redditi delle famiglie.
Docenti e ricercatori universitari proprio non ci stanno ad accettare il provvedimento del governo, inserito nella legge di stabilità, già approvata dal Senato e ora all’esame della Camera, che “sblocca” dal prossimo 1° gennaio le procedure - congelate dal 2011 - per ottenere gli scatti stipendiali, senza però alcun riconoscimento giuridico per il pregresso.
Nei giorni scorsi l'Istat ha reso noti i numeri dell'economia sommersa e illegale che, per motivi di comparabilità internazionale, dalla metà degli anni '80 è una componente non trascurabile del Pil.
Anche se per il 17 dicembre prossimo è fissata nella sede dell'Aran, in via del Corso a Roma, una riunione tra l'Agenzia e le confederazioni sindacali, appare molto improbabile che per quella data venga raggiunto un accordo per la riduzione (da 11 a 4) del comparti di contrattazione, siccome previsto dal decreto legislativo n. 150 del 2009.
L’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), con il messaggio n. 6704/2015, ha fornito chiarimenti in ordine all’utilizzo e alla eventuale cumulabilità dei congedi parentali a ore.
Il 4 novembre scorso, il Ministero dell’istruzione, università e ricerca (Miur) ha presentato i risultati della "VII indagine Eurostudent sulle condizioni di vita e di studio degli studenti universitari nel periodo 2012-2015".
Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!