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- di Redazione
Che l’Ingv, al pari di molti altri enti di ricerca, non navighi nell’oro, è noto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di un ente che certamente ha vissuto, fino a un lustro fa, periodi migliori.
Il combinato disposto della modernizzazione e del piano di mobilità inizia a produrre all’Istat i primi effetti, tutt'altro che positivi.
Gli articoli apparsi sul Foglietto del 10 e del 17 novembre scorso - riguardanti il blocco delle attività diagnostiche di risonanza magnetica all’Istituto di scienze neurologiche del Cnr di Piano Lago di Mangone, deciso il 4 novembre scorso dal direttore dello stesso Istituto, Sebastiano Cavallaro, a seguito di controlli di qualità e verifica delle condizioni di sicurezza, che avrebbero evidenziato che le apparecchiature associate alla medesima risonanza magnetica esponevano a pericolo pazienti e lavoratori – oltre ad aver attirato l’attenzione dei media della Calabria, non sono sfuggiti al Movimento 5 Stelle.
Con un recente provvedimento, la Fondazione Monasterio con sede a Pisa - che con un’apposita “convenzione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) promuove … la realizzazione di sinergie volte a potenziare le opportunità di ricerca di entrambe le Istituzioni” - ha deciso di comandare presso l’Istituto di Fisiologia Clinica (Ifc) dello stesso Cnr, anch’esso ubicato nella città della Torre pendente, una propria unità di personale.
L’articolo del Foglietto della scorsa settimana, sui “Vini di alta quota”, fatti affinare per un anno a 2813 metri di altitudine, all’interno dell’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa-Catania) dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), sembra aver creato un certo sommovimento non solo all’interno dell’ente di via di Vigna Murata ma anche nella sede territoriale di Catania.
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