Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 19 Giu 2026

Il combinato disposto della modernizzazione e del piano di mobilità inizia a produrre all’Istat i primi effetti, tutt'altro che positivi.

Dopo la prima assegnazione di risorse alle nuove strutture avvenuta lo scorso aprile - e gli spostamenti del personale verso la nuova sede di via Cesare Balbo n. 39, che proseguono incessantemente da luglio - con due delibere del 9 novembre è stato disposto un ulteriore trasferimento di un numero consistente di lavoratori.

La mobilità prioritaria, riservata al personale che gode di tutele, ha interessato 244 lavoratori, di cui 150 hanno rinunciato a esercitare il diritto e saranno trasferiti di sede, 64 sono stati assegnati ad una nuova struttura, mentre 30 hanno beneficiato di un’eccezione al principio dell’unitarietà del personale dei servizi e delle direzioni presso una stessa sede, per asserite esigenze organizzativo-funzionali.

La mobilità straordinaria per lo sviluppo professionale o per la conciliazione dei tempi vita-lavoro ha, invece, interessato 127 lavoratori, di cui solo 29 sono riusciti a ottenere il trasferimento richiesto. A questi se ne aggiungono altri 34, che hanno potuto effettuare uno scambio ‘one to one’.

In totale, circa 250 dipendenti, circa il 15% di quelli impiegati nelle sedi romane, nei prossimi giorni dovranno cambiare sede di lavoro, alcuni per la seconda o terza volta nell’arco di un anno, con disagi e ripercussioni – talvolta gravi – sull’organizzazione familiare.

Se quanto sta avvenendo portasse almeno a un risparmio sui canoni di locazione degli immobili per il 2016, come previsto dalle disposizioni normative vigenti, la cosa avrebbe almeno un senso. Ma questo è da dimostrare.

In tutto questo caos, l’amministrazione è riuscita anche ad azzerare un’indagine statistica, disponendo il trasferimento in blocco del personale che se ne occupava.

Solo dopo alcuni giorni – e una segnalazione al presidente Alleva – la dirigenza si è resa conto di non aver previsto alcuna alternativa. In pratica, un’indagine storica dell’Istat è ferma dal 14 novembre e ad oggi non si sa ancora chi dovrà occuparsene, nonostante nel frattempo si siano susseguite riunioni frenetiche tra i direttori.

Una soluzione - che salverebbe capra e cavoli - è l’annullamento del provvedimento, anche perché il trasferimento appare in contrasto con quanto previsto dal Piano di mobilità 2016-2018.

L’amministrazione non sembra però disposta al dietrofront, ma dovrà comunque assumersi le proprie responsabilità in caso di inadempienza rispetto alle scadenze prefissate.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Parkinson: ricerca della Fondazione Mondino apre nuove prospettive per la diagnosi precoce

Presentati al congresso LIMPE-DISMOV di Rimini nuovi risultati della Fondazione Mondino IRCCS di...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
empty alt

Libertà per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla

Dal 2010, openPetition aiuta le persone a promuovere il cambiamento. Come piattaforma di...
empty alt

Rapporto Anvur: Università di Firenze al top in Italia per qualità della ricerca

Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca...
Back To Top