Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 15 Giu 2026

Redazione

Il divieto mondiale di bombe a grappolo, entrato in vigore il 1° agosto, rappresenta il più significativo trattato umanitario e di disarmo degli ultimi 10 anni, ha dichiarato Amnesty International. La Convenzione sulle munizioni a grappolo, che vieta queste bombe e obbliga gli stati ad assistere le vittime e a bonificare i terreni contaminati dalle munizioni, avrà efficacia vincolante per i paesi che l'hanno firmata e ratificata, compresi Giappone, Messico, Niger, Spagna e Regno Unito.

"Questo trattato è un cruciale passo avanti verso la protezione dei civili, durante e dopo il conflitto, da quest'arma crudele e indiscriminata" - ha dichiarato Sauro Scarpelli, responsabile della campagna sulle armi di Amnesty International.


"Come col trattato che ha vietato le mine antiuomo nel 1997, questa convenzione è un vittoria storica per gli organismi della società civile nel mondo e mostra che i governi sono disposti a porre fine alle sofferenze dei civili causate dalle bombe a grappolo".

Amnesty International e centinaia di altre organizzazioni non governative e sopravvissuti alle esplosioni  di indiscriminate bombe a grappolo hanno lavorato per un divieto totale delle munizioni a grappolo.

Adottata a Dublino il 30 maggio 2008 e aperta alla firma a Oslo nel dicembre dello stesso anno, la Convenzione vieta l'uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento delle munizioni a grappolo.

Dispone, inoltre, che gli stoccaggi siano distrutti entro otto anni, le aree contaminate dalle munizioni a grappolo siano bonificate in 10 anni e che sia garantita assistenza ai sopravvissuti e alla comunità colpite da queste armi.

Fino ad oggi, 107 paesi hanno firmato la Convenzione e 37 l'hanno ratificata. Tra questi anche stati che hanno usato e prodotto munizioni a grappolo, così come i paesi colpiti.

L'ultimo  ricorso confermato a queste armi nell'ambito di  un grande conflitto armato condannato  a livello internazionale risale all'agosto 2008 quando, nel conflitto sull'Ossezia del sud, Russia e Georgia usarono munizioni a grappolo.

Nelle recenti settimane, Moldova e Norvegia hanno distrutto gli ultimi loro stoccaggio di munizioni a grappolo, aggiungendosi alla Spagna che vi aveva provveduto lo scorso anno.

Quasi una decina di altri stati hanno iniziato la distruzione, compreso il Regno Unito, il più grande ex utilizzatore e produttore di munizioni a grappolo.

Amnesty International ha chiesto a tutti i governi, che non hanno ancora firmato il trattato, di farlo immediatamente e di impegnarsi a proteggere i civili dagli effetti mortali di un conflitto armato.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
empty alt

Libertà per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla

Dal 2010, openPetition aiuta le persone a promuovere il cambiamento. Come piattaforma di...
empty alt

La strozzatura di Hormuz inizia a fare vedere i suoi effetti

La strozzatura di Hormuz inizia a fare vedere i suoi effetti, viene da dire, sfogliando l’ultimo...
empty alt

Rapporto Anvur: Università di Firenze al top in Italia per qualità della ricerca

Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca...
empty alt

Arriva l’estate, riaprono i siti naturalistici e culturali gestiti da Fondation Grand Paradis

Riaprono per la stagione estiva i siti naturalistici e culturali gestiti da Fondation Grand...
empty alt

Altro che dazi, è l’IA che spinge gli investimenti verso gli Usa

Fra le millemila cose che il presidente Usa ha detto al mondo, quella che i dazi avrebbero...
Back To Top