Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 06 Mar 2026

di Biancamaria Gentili

Il tentativo del Consiglio nazionale delle ricerche di sanare l’applicazione tardiva di un istituto contrattuale si è infranto contro il diniego sia del ministero dell’Economia che della Funzione Pubblica.

La norma in questione è l’art. 8 del contratto della ricerca per il quadriennio 2002-2005, 2° biennio, che riduce, per un contingente di personale ricercatore-tecnologo, non superiore al 10%, i tempi di permanenza per il passaggio di fascia all’interno dei tre livelli professionali.

Con una ipotesi di accordo integrativo, sottoscritto l’11 maggio scorso con alcune sigle sindacali, l’ente presieduto da Luigi Nicolais aveva tentato di indire ben tre selezioni, relativamente agli anni 2007 (riservata al personale di III livello), 2009 e 2010, per individuare la platea dei dipendenti che avrebbe beneficiato della riduzione dei tempi di attesa per progredire di fascia stipendiale, con benefici non solo giuridici ma anche economici.

In pratica, dando effetto retroattivo alle procedure, si sarebbe evitato il blocco delle retribuzioni introdotto dall’art. 9, commi 1 e 21, del decreto legge 78/2010, convertito con la legge n. 122/2010.

Inatteso è giunto lo stop da parte degli organi di vigilanza, con note del 24 luglio del ministero dell’Economia e dell’8 agosto della Funzione Pubblica.

Da entrambi gli organi di vigilanza è arrivato disco rosso, con una duplice motivazione. In primis, è stata eccepita, per gli anni precedenti il 2009, la impossibilità di attivare le procedure selettive in assenza di accantonamento di specifiche somme destinate alle finalità di cui al citato art. 8 del ccnl.

In secondo luogo, per  il periodo successivo al 2009, i due ministeri hanno comunicato al Cnr “l’inammissibilità di stabilire una decorrenza retroattiva degli effetti giuridici ed economici rispetto all’anno di attivazione delle procedure”.

Se il Cnr non riuscirà a far cambiare idea al Ragioniere generale dello Stato, che ha sottoscritto la nota del ministero dell’Economia, la conseguenza sarà che l’ente di piazzale Aldo Moro potrà avviare le procedure per l’anticipazione di fascia soltanto con decorrenza 1° gennaio 2012, con l’ulteriore aggravante per il personale che gli effetti saranno soltanto giuridici e non economici, a causa delle disposizioni contenute nel decreto innanzi citato (n. 78/2010), la cui efficacia anche nei confronti dei  passaggi di fascia è stata ribadita dallo stesso ministero dell’Economia, con circolare n. 12 del 15 aprile 2011.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Adwa. Una vittoria africana”, film per ricordare le Vittime del Colonialismo italiano

Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di...
empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
Back To Top