Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 28 Apr 2026

di Roberto Tomei

Trent'anni di pensiero unico e di adorazione del libero mercato ci hanno fatto precipitare in una crisi più buia e duratura della Grande Depressione del 1929.

I ceti popolari sono sotto assedio in tutto il mondo e la middle class è ridotta quasi in miseria persino negli Stati Uniti. Ora che libertà e prosperità non sono più all'orizzonte, la promozione della società dei consumi si delinea soltanto come un grande disegno che ha perso il suo fascino.

A monte del fallimento del programma globalizzatore c'è stata la pretesa di governare il mondo intero con l'unico meccanismo del libero mercato, applicato indiscriminatamente a ogni classe sociale, popolazione e territorio.

L'economia ridotta a tecnica della crescita, gestita secondo la più bieca omologazione di individui e stati, trattando in modo uguale ogni sorta di diversità. Il paradosso è che a risolvere la crisi sono chiamati gli stessi che l'hanno causata, i quali continuano ad adottare i soliti accorgimenti, dimenticando che a ripetere le stesse azioni non possono ottenersi risultati diversi.

Le hanno tentate e le stanno tentando tutte: dalle manovre sui tassi di interesse alle liberalizzazioni, dalla vendita di immobili pubblici all'innalzamento dell'età pensionabile. Ora è la volta della maggiore flessibilità del lavoro, nota da noi come dibattito sull'art.18 e dintorni, tutto proiettato al malcelato obiettivo di creare sempre meno lavoro a fronte di  una maggiore produttività, così da non rischiare una diminuzione del volume del profitto.

Eppure, nonostante tutte le cure, la crisi incombe e si propaga sempre più.

Al punto in cui siamo, c'è solo da augurarsi che si sviluppi e si rafforzi una diversa cultura critica, capace di immaginare nuovi orizzonti per le nostre società.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Bevagna omaggia Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla morte

Dal 30 aprile al 3 maggio, storici, docenti universitari, ricercatori, musicisti, giocolieri e...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Cosa caratterizza la folle corsa alla spesa militare?

Gli anni Venti del XXI faranno storia, sicuramente. Non tanto per le loro innumerevoli crisi, che...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
Back To Top