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Anche se, più volte, sia la giustizia amministrativa che quella civile sono state unanimi nell’affermare che le circolari non possono in alcun modo modificare una legge, accade sempre più spesso il contrario.
L’attesa pronuncia da parte della Corte di giustizia europea, riguardante il personale supplente, sia docente che tecnico/amministrativo, della scuola italiana, è arrivata questa mattina ed ha confermato le previsioni, in quanto il contenuto appare senza dubbio favorevole ai ricorrenti, anche se con comporta (né avrebbe potuto) l’automatica trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato.
Doveva essere una rivoluzione, ma ora dovrà attendere. Ci riferiamo al decreto di ripartizione del Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO), che Stefania Giannini aveva firmato qualche settimana e di cui Il Foglietto si era occupato con un articolo del 11 novembre scorso.
Poiché gli spagnoli ci somigliano, almeno secondo la logica degli spread, che infatti viaggiano vicini, è profondamente istruttivo dedicare un po’ di tempo alla lettura di un breve studio che la Commissione europea ha dedicato al loro mercato del lavoro, la cui evoluzione nel tremendo primo decennio del XXI secolo è stata quantomeno esemplare.
Il Consiglio di Stato, con sentenza 29 ottobre 2014 n. 5341 (Pres. Maruotti, Est. Franconiero), è intervenuto nella materia degli esperti presenti nelle commissioni di concorso: un argomento che spesso scatena polemiche e ricorsi.
Marianna Madia, ministro della Funzione Pubblica, nella tarda serata di ieri, 17 novembre, ha raggelato i sindacati confederali che, dopo la convocazione a Palazzo Vidoni, si erano illusi di una possibile riapertura del tavolo per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, bloccato ormai da sei anni.
Il contratto a termine del docente lettore madrelingua non può essere convertito in contratto a tempo indeterminato. A confermarlo è stata la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – con sentenza n. 31831/14 (Pres. Vidiri, Est. Patti), depositata il 15 ottobre scorso.
Son passati venticinque anni dal 1989, e sembra lo ricordi solo il Fmi, che ha festeggiato le nozze d’argento fra ex comunisti e capitalisti, con un agile volume che racconta l’epopea dell’ex blocco sovietico dalla caduta del muro in poi. Vale la pena leggerlo, vuoi perché riporta tanti di noi a una bella e ormai lontana giovinezza, che ci fece sperare improvvisi rivolgimenti nel mondo, e poi perché ci accompagna fino alla maturità di oggi, quando abbiamo capito che il mondo, a differenza nostra, non cambia.
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