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- di Dante Cruciani
La cronaca di qualche settimana fa ha acceso un faro sulla gestione della cosa pubblica al comune di Roma. Da quanto è finora emerso, sembra che, per anni, ci sia stato un connubio poco edificante tra alcuni loschi personaggi che avevano la responsabilità, e l’onore, di ricoprire incarichi pubblici ed un gruppo di affaristi, imprenditori e pregiudicati. Il sistema era semplice e ben collaudato. Esisteva anche una parola magica: emergenza.

