Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 05 Giu 2026

Con il blocco dei contratti nazionali iniziato nel 2010 e prorogato, per ora, fino al 2015, con una busta paga ferma al 2009, nella quale mancano in media circa 600 euro, Usi-Ricerca ritiene utile, di fronte alla totale impotenza delle grosse confederazioni sindacali, proporre, a tutti gli iscritti allo stesso sindacato, l’approvazione di due proposte che, forse, non hanno precedenti nella variegata galassia sindacale.

La prima consiste nella interruzione, dal 1° febbraio 2015 e fino a quando non sarà sottoscritto il nuovo contratto, della ritenuta mensile operata sulla busta paga degli iscritti, che permetterebbe a tutti gli aderenti a Usi-Ricerca di ottenere un aumento di stipendio pari, se non addirittura superiore, alla misera vacanza contrattuale.

La seconda, invece, prevede che Usi-Ricerca non presenti proprie liste alle elezioni Rsu, fissate per l’inizio di marzo 2015.

Si tratta di due iniziative attraverso le quali il sindacato rappresentativo nel comparto della ricerca intende protestare civilmente contro le politiche dei governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, che hanno deciso di smantellare la pubblica amministrazione e di umiliare i lavoratori i quali, a seguito dei prolungati blocchi contrattuali, stanno sopportando più di tutti i costi di una crisi che la classe politica non solo si è dimostrata incapace di contrastare ma che ha addirittura aggravato con provvedimenti rivelatisi controproducenti alla prova dei fatti.

Quanto alla proposta di non presentare proprie liste alle elezioni Rsu, Usi-Ricerca ritiene che - dopo l’inaudito attacco sferrato dal governo Renzi a tutti i sindacati, anche a quelli confederali - rifiutare la partecipazione a una competizione elettorale, il cui fine non è certo quello nobile di cercare di sbloccare i contratti per ottenere aumenti di stipendio, ma di conquistare qualche distacco in più o qualche ora di permesso in più, rappresenti una scelta anch’essa civile, volta a smentire le pesanti accuse rivolte dall’attuale governo, che potrà così tenersi permessi e distacchi, che sicuramente sarebbero andati all’Usi all’esito delle medesime elezioni.

Si tratta di due proposte che – se approvate dalla maggioranza degli iscritti-votanti, che potranno esprimersi in senso favorevole o contrario entro il 27 dicembre prossimo, con una mail da inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – non comporteranno, comunque, la cessazione dell’attività di Usi-Ricerca, che continuerà ad operare, anche se in maniera diversa, cercando di rafforzare non solo l’opera di volontariato di quanti in questi 25 anni si sono fatti carico di tante iniziative ma, soprattutto, gli strumenti di informazione e di assistenza, ormai patrimonio di tanti lavoratori.

I dipendenti degli enti di ricerca, non ancora iscritti, potranno aderire liberamente a Usi-Ricerca, ma senza subire alcuna ritenuta mensile, fino al rinnovo contrattuale.

Se il “nuovo” modo di fare sindacato sarà apprezzato dai lavoratori, vuol dire che Usi-Ricerca avrà vinto un’altra scommessa, come quelle del 1989, quando mosse i primi passi, riuscendo subito, grazie al grande consenso ottenuto, a conquistare la maggiore rappresentatività, e del 2004, allorquando, tra lo scetticismo generale, mise al mondo Il Foglietto, una voce libera e democratica, sempre più diffusa sul territorio nazionale, alla quale in tanti vorrebbero mettere il bavaglio.

AGGIORNAMENTO

Il Sindacato USI-Ricerca, giusta deliberazione assembleare del 22/07/2016, ha abolito definitivamente la ritenuta mensile in busta paga a carico dei propri iscritti, già interrotta dal 1° febbraio 2015.

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