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- di Redazione
Finalmente una buona notizia da via di Vigna Murata, sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Con sentenza n.302/2018, la Corte dei conti - Seconda Sezione giurisdizionale centrale di appello - ha messo la parola fine, una volta per tutte, all’ultradecennale querelle, originata da un esposto di Usi-Ricerca presentato nel 2007, della presunta responsabilità per danno erariale dei vertici dell’Istat, in relazione alla mancata applicazione delle sanzioni previste per la violazione dell’obbligo di fornire le informazioni richieste dall’ente statistico in sede di raccolta dei dati necessari all’elaborazione delle indagini statistiche (art.11 Dlgs. n.322/1989).
Qualche giorno fa, alla nostra redazione è giunta una lettera, che faceva riferimento all’articolo apparso sul Foglietto del 17 maggio scorso, dal titolo Cnr: l’incredibile epilogo di un concorso per dirigenti, iniziato male e finito peggio.
Diversamente da quanto accaduto sinora, in questi ultimi giorni la grande stampa nazionale ha dedicato particolare attenzione alle modalità attraverso le quali la statistica ufficiale raccoglie, elabora e diffonde le informazioni oggetto delle sue indagini, fatte naturalmente nell’interesse pubblico. Particolare risalto ha ricevuto il Parere del Garante della privacy sull’aggiornamento 2018/2019 al Programma statistico nazionale 2017/2019, oggetto di numerosi rilievi.
A breve, l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) - uno dei 12 istituti del CNR afferenti al Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente, la cui principale missione è quella di studiare e comprendere i processi naturali geologici e quelli riferibili alle attività umane che interagiscono e influenzano l'ambiente, le attività umane stesse e la vita - avrà un nuovo direttore, che dovrà succedere a Paolo Messina, primo ricercatore dell’ente, al vertice dell’Istituto dal 1° gennaio 2014, che non si è ricandidato.
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