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Martedì, 28 Apr 2026

Finalmente una buona notizia da via di Vigna Murata, sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Dopo il rientro al Cnr di una dipendente presa in “prestito” a titolo oneroso per un quadriennio dal Cnr per assolvere il compito di responsabile dell’ufficio comunicazione e stampa, e il mancato preannunciato ingaggio (almeno, fino ad ora) di un portavoce per il presidente, l’ente non ha subito contraccolpi per la mancanza di queste due professionalità. Anzi, pur se con calcoli approssimativi, possiamo dire che a tirare un bel sospiro di sollievo sono state le tutt’altro che floride casse dell’ente, dalle quali non sono usciti almeno 100 mila euro, che, probabilmente per difetto, sarebbero il costo annuo, al lordo degli oneri previdenziali, per le due professionalità.

Ma questa vacatio, che – come detto – non sembra abbia prodotto danni all’ente presieduto da Carlo Doglioni, rischia di avere termine, almeno per l’ufficio della comunicazione che, dopo sette mesi di “autogestione”, a breve potrebbe avere un nuovo capo, sempre a titolo oneroso, con conseguente aggravio di bilancio.

Da un decreto presidenziale del 23 maggio scorso, infatti, si apprende che – dopo l’approvazione da parte del cda dell’ente della deliberazione n. 484 del 29 novembre 2017, con la quale veniva prevista per l’anno 2018 la figura di un Primo Tecnologo a tempo determinato cui affidare le funzioni di Responsabile dell’Uffcio Comunicazione e Stampa, e l’esito negativo di una call avviata il 13 dicembre scorso per individuare eventuali dipendenti dell’ente in possesso di competenze per lo svolgimento delle medesime funzioni – è imminente una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per l’affidamento del predetto incarico, i cui oneri graveranno per il 50% sui fondi erogati dalla Protezione Civile e per il 50% sui fondi ordinari dell’ente.

In attesa della pubblicazione del bando, che arriverà – se arriverà – a più di sei mesi dalla richiamata delibera del cda, a tenere banco all’Ingv sono i requisiti che lo stesso bando dovrebbe prevedere.

A sollevare perplessità, infatti, è innanzitutto il profilo professionale che l’Ingv intenderebbe attribuire a colui o colei che risulterà prescelto: Primo Tecnologo! E perché non Tecnologo o Dirigente Tecnologo?

C’è anche chi ipotizza, e non gli si può dare torto, un paradosso e cioè che il prescelto o la prescelta possa provenire da un ente pubblico dove, dipendente a tempo indeterminato, rivesta il profilo professionale Dirigente Tecnologo o di Tecnologo. Nel primo caso, qualora il Dirigente Tecnologo risultasse vincitore della selezione indetta dall’Ingv, verrebbe inquadrato in un livello inferiore (sic!), per cui appare evidente che una siffatta professionalità, per nessuna ragione al mondo parteciperebbe al concorso.

Per converso, il candidato inquadrato come semplice Tecnologo in un altro ente di ricerca, se dovesse classificarsi in cima alla graduatoria all’Ingv, otterrebbe un inquadramento al livello superiore, anche se a tempo determinato, per conseguire il quale, però, il dpr 171/91 - come noto - prescrive il concorso pubblico nazionale per titoli ed esami. Esami che non si possono certo ridurre al solo colloquio.

Infine, c’è anche chi – forse troppo sensibile verso la spending review – auspicherebbe il ricorso dell’Ingv all’art. 9, comma 1, della legge 150/2000 che così recita: “Le amministrazioni pubbliche … , possono dotarsi, anche in forma associata, di un ufficio stampa, la cui attività è in via prioritaria indirizzata ai mezzi di informazione di massa”.

Un accordo, ad esempio, con la Protezione Civile, che con l’Ingv ha contatti assai stretti, potrebbe soddisfare a pieno le esigenze dell’ente di via di Vigna Murata, anche in considerazione della richiamata circostanza in base alla quale il 50% del costo dell’individuando responsabile della comunicazione sarà proprio a carico della stessa Protezione Civile.

Staremo, comunque, a vedere quel che accadrà e non mancheremo di aggiornare i nostri lettori.

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