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Mercoledì, 22 Apr 2026

Redazione

Il prossimo 2 aprile 2011 l’associazione “Fondo Antidiossina Taranto” organizzerà una manifestazione per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema dell’inquinamento da diossina nell’aria della città pugliese.

La manifestazione si chiamerà “Liberiamo i bambini dei tamburi” e di tratterà di una marcia cittadina dedicata a tutti i bambini di Taranto ed in particolar modo a quelli che vivono a pochi metri dai camini dell’area industriale.

“Solo per avere un’idea – recita il comunicato - nella più grande acciaieria d’Europa coesistono oltre 200 camini, a cui si devono aggiungere altre decine di fumaioli presenti nella raffineria Eni, nella Cementir e nelle altre industrie limitrofe. Tutto questo sta causando un costante pericolo per la salute pubblica ed una condizione di vita molto disagiata, sia dal punto di vista sanitario che ambientale. In particolar modo, i più penalizzati sono coloro che, non avendo la possibilità di acquistare altrove nuove case, sono costretti a vivere più a stretto contatto con i fumi e con le polveri diffuse specialmente dall’ILVA.”

“Per tale motivo – continua il comunicato - il Fondo Antidiossina Taranto ha già attivato alcuni legali di Strasburgo, perché presentino ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, affinché venga tutelata la vita e la salute dei tarantini. L’azione ha lo scopo di obbligare lo Stato italiano e le istituzioni pubbliche ad adottare tutte le misure idonee alla tutela dei diritti fondamentali di tutti gli abitanti di Taranto e in particolare di quelli del rione Tamburi. Si potrà chiedere il risarcimento dei danni subiti, ma soprattutto, fino a quando l’ambiente non sarà risanato, si potranno pretendere interventi pubblici per il trasferimento delle famiglie e dei bambini che vivono a ridosso dell’acciaieria (incominciando dalle famiglie con bambini di Via Trojlo, Via Lisippo, Via Giambattista Savino, Via Alessandro Volta, ecc.).”

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