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Venerdì, 06 Mar 2026

Comunicato Usi/RdB

Nella riunione del 4 febbraio, mentre CISL e UIL firmavano l’ennesimo accordo con Brunetta, l’Infn confermava ai sindacati di voler avviare il processo di licenziamento dei ricercatori e tecnologi precari a TD, garantendo rinnovi per gli ultimi dodici mesi a chi è risultato idoneo all’ultimo concorso, e ultimi sei mesi agli altri.

USI RDB HA REAGITO CON DUREZZA ALLE DICHIARAZIONI DELL’INFN!

MA E’ STATA LA SOLA! TUTTO SI STA SVOLGENDO TRA IL COMPLICE SILENZIO GENERALE.

Perché i sidacati confederali si guardano bene dal denunciare la manovra azzera-precari dell’INFN? Si sono limitati a chiedere che il rinnovo fosse di sei mesi anziché di tre, come inizialmente l’amministrazione contava di fare. Oppure qualcuno chiede di rilasciare lettere di merito ai licenziandi per facilitarli nella ricerca di un nuovolavoro.

Ma non finisce qui; l’Infn spinge alla creazione di una Fondazione (in cui investirebbe!) per reclutare gli stessi precari tecnologi e mantenerli al lavoro, ma perpetuando il precariato con  l’esternalizzazione dei servizi. Quindi: espulsione dall’ ente mascherata; meno oneri; stesse prestazioni!

Questo è quello che i precari a rischio licenziamento vogliono? Oppure è necessario rivendicare i propri diritti? Tra sei mesi tocca a qualcuno; tra un anno ad altri; ma prima o poi a tutti.

I Precari dell’Infn hanno sei mesi per invertire questa tendenza. La battaglia di chi tra sei mesi verrà licenziato è la battaglia di tutti.

Amministrazione e sindacati concertativi hanno spinto i lavoratori precari in un “buco nero”, e ora vogliono licenziarli.

E’ quanto mai opportuna la mobilitazione del personale precario dell’Infn, così come hanno fatto, con il sostegno del sindacalismo di base, centinaia di precari ed ex precari di altri enti di ricerca. Uno su tutti: l’Ispra!

Esitare ora, credere alle fondazioni o ai nuovi posti a td, che in realtà sembrano dichiaratamente destinati a nuove leve, significa perdere dignità e diritti, salario e professionalità!

 

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