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- di Aldo Pirone
La nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente dell'esecutivo von der Leyen, con delega alla Coesione e alle Riforme, - gestirà anche il Pnrr in condominio con il Lettone e falco economico Dombrovskij suo marcatore a vista - è variamente commentata. Toni super trionfali a destra e il più delle volte minimizzatori fra liberal e progressisti, salvo le dovute e giuste eccezioni.

L'amichettismo, si sa, è un male endemico dell'Italia. Anche nei suoi momenti più bui, come ricorda Amendola nelle sue "Lettere a Milano", si manifestò, giustificato in parte dagli eventi drammatici di quel momento: caduta del fascismo, Resistenza ai nazifascisti, lotta partigiana.
Relegato nel dimenticatoio il rooseveltiano "Rick's Café Américain" di "Casablanca", bisogna dire che in fatto di bar nazionale gli americani stanno peggio di noi.
Era atteso da molti il piano Draghi che la Commissione europea di von der Leyen gli aveva commissionato lo scorso anno. Ora è arrivato forte di quasi 400 pagine di proposte specifiche. Penso che rappresenti bene gli orientamenti di una parte, credo minoritaria, del capitalismo europeo di natura liberale e liberista.
Secondo il mio pensiero, che ho già espresso più volte, il mondo vive molte contraddizioni. La principale è fra un'esigenza di collaborazione e cooperazione per le sfide che ha davanti - clima, pandemie, transizione energetica e ambientale, Intelligenza artificiale, migrazioni - e l'opposizione concreta a questa esigenza di vari imperialismi e nazionalismi.
