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Lunedì, 19 Gen 2026

Agosto è il periodo dell'anno in cui tutti alziamo gli occhi verso il cielo, cerchiamo le stelle cadenti, scopriamo le costellazioni, proviamo a fotografare la luna. Per un attimo ci stacchiamo dai nostri problemi e ci interroghiamo su concetti che non riusciamo a comprendere, come l'infinito o i buchi neri.

Molte sono le donne che dall’antichità hanno passato ogni giorno della loro vita a studiare il cielo.

Fino al Settecento, gli osservatori astronomici facevano parte delle case. Per questo motivo molte potevano avvicinarsi alle osservazioni celesti: dapprima furono assistenti dei loro padri, mariti o fratelli, poi diventavano autonome e molte di loro divennero grandi astronome.

Aglaonice,“sacerdotessa della Luna” è considerata la prima astronoma greca. Visse nel IV secolo a. C. in Tessaglia, figlia di Egetore, un padre che le permise di studiare l’astronomia in Mesopotamia, dove si erano formate tante altre sacerdotesse.

Ipazia, nell'antichità, osservava e studiava il movimento degli astri nel cielo, costruì il primo astrolabio piano per individuarne la posizione e divulgò l'Almagesto di Tolomeo e la sua teoria astronomica.

Maria Cunitz nel Seicento approfondì i calcoli delle orbite dei pianeti attraverso calcoli manuali e riuscì a semplificare e a correggere le monumentali “tabelle di Keplero”, pubblicando i suoi lavori nell'opera "Urania propitia", del 1650.

Caroline Herschel (con la cuffietta), nel Settecento, abbandonò una carriera da cantante lirica per fare da assistente al fratello Wilhelm, l’astronomo che scoprì il pianeta Urano. Inizialmente lo aiutava nella costruzione di strumenti e nella molatura degli specchi per i telescopi, ma ben presto iniziò l’osservazione del cielo da sola. Scoprì otto comete e fu la prima donna a farlo.

Nicole Lepaute nell’Ottocento studiò la cometa di Halley, mentre Maria Mitchell cercò la spiegazione fisica dei fenomeni astronomici.

Margherita Hack fu la prima donna a dirigere un osservatorio in Italia e una grande divulgatrice di astrofisica.

Vera Rubin é la scopritrice della materia oscura e Fabiola Gianotti, proprio della materia oscura sta indagando la natura, al Cern di Ginevra, che dirige da anni.

Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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