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- di Flavia Scotti
Dovrebbe approdare domani in Consiglio dei Ministri, per l’approvazione definitiva, il decreto legislativo contenente in nuovo Testo unico del pubblico impiego.
E’ destinata a fare rumore in ambito universitario la sentenza n. 104/2017 con la quale la Corte Costituzionale ha giudicato incostituzionali - per violazione degli articoli 76, 33, 34 e 97 della Costituzione della Repubblica italiana - gli articoli 8 e 10 del d.lgs. n. 49 del 2012 che introducevano il criterio del ‘costo standard per studente in corso’ nel sistema di ripartizione del Fondo per il finanziamento ordinario (FFO) degli atenei.
Ogni giorno, quando facciamo il pieno all’auto attingiamo a un pozzo che sembra senza fondo – ma così non è – delle risorse petrolifere mondiali. Dietro questo gesto così semplice e familiare si agita un mondo estremamente complesso che da numerosi decenni scrive inosservato i capitoli più rilevanti della nostra storia economica.
L’incontro di qualche settimana fra il presidente Trump e il suo collega cinese Xi è stato molto più che un passaggio obbligato fra i rappresentati delle due economie nazionali più grandi al mondo – l’Ue è un’altra cosa – chiamate a trovare una qualche forma di intesa, a cominciare dai loro flussi di commercio. Si tratta nientemeno che del primo confronto fra due visioni del mondo.
Come abbiamo più volte scritto su questo giornale, l’Ape sociale, con oneri a carico dello Stato - permetterà di anticipare il pensionamento di vecchiaia fino a 3 anni e 7 mesi ai lavoratori che hanno almeno 63 anni di età, qualora si trovino in difficoltà o svolgano attività particolarmente faticose, siccome previsto dall’art. 1 – commi dal 179 al 186, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017).
Con il parere n. 49781/2017, la Ragioneria Generale dello Stato interviene sulla materia delle progressioni economiche dei dipendenti pubblici, previste dai contratti collettivi nazionali di settore (per la ricerca, a disciplinarle è l’art.53 del ccnl 1998-2001), scrivendo probabilmente la parola finale sulla controversa problematica della retroattività della decorrenza del beneficio per i vincitori delle selezioni.
Per gli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, da otto anni senza rinnovo contrattuale (che, però, quando ci sarà, avrà decorrenza 2016), l’attesa del nuovo ccnl - che potrà prevedere aumenti mensili a regime non superiori a 85 euro lordi - è destinata ancora a prolungarsi.
Benvenuta e insieme temuta, la normalizzazione monetaria iniziata negli Stati Uniti è destinata ad estendersi in tutto il mondo una volta che l’Europa confermerà l’andamento della ripresa in corso e inizierà a guardare con occhi diversi inflazione e tassi di interessi. Entro la fine dell’anno potremmo trovarci con altri due rialzi dei tassi Usa, e la fine dell’acquisto di asset da parte della Banca Centrale Europea, già ridotti da 80 a 60 miliardi al mese, con scadenza a dicembre 2017, mossa che evoca un rialzo dei tassi che anche di recente Francoforte ha ripetuto di non avere in programma nel breve termine, ma che comunque a un certo punto diverrà ineludibile. Specie se l’inflazione tornerà a puntare verso il 2%, come ha fatto in questo inizio d’anno prima di raffreddarsi insieme alle quotazioni petrolifere.
Con la circolare n. 79 del 2 maggio scorso, l’Inps richiama l’attenzione dei lavoratori in caso riduzione del periodo di prognosi riportato nel certificato attestante la temporanea incapacità lavorativa per malattia.
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