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- di Redazione
Dalla Preistoria fino ai giorni nostri, la food security, ovvero la possibilità di conservare le risorse alimentari per usarle e distribuirle a tutti nel momento del bisogno, è stata una delle più grandi sfide dell’umanità.
Piemonte, Toscana e Lombardia sul podio della biodiversità per quanto riguarda il numero di piante autoctone d’Italia. È questo uno dei dati emersi dalla pubblicazione sulla rivista internazionale Plant Biosystems dell’elenco aggiornato e completo delle piante spontanee che crescono nel nostro Paese. A realizzarlo è stato un nutrito gruppo di studiosi, coordinato da Lorenzo Peruzzi dell’Università di Pisa, Gabriele Galasso del Museo Civico di Storia Naturale di Milano e Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti dell’Università di Camerino.
Mai, come nella campagna elettorale conclusasi da meno di una settimana, si è speculato sui pregiudizi e sugli egoismi di una parte dell'elettorato sempre più ignorante e chiuso in sé. Una classe politica mediocre, come non mai - tanto a destra quanto nel centrosinistra, a corto di argomenti e di progetti, dimentica del dettato dell'art.2 della Costituzione - che,anziché promuovere solidarietà, equità e senso civico, preferisce fare promesse irrealizzabili e soffiare sui malumori della gente, esaltandone la grettezza.
Il 2 marzo scorso, la ministra dell’Istruzione, università e ricerca, Valeria Fedeli, ha emanato – con più di un mese di ritardo rispetto alla scadenza fissata dalla legge di stabilità n. 205 del 27 dicembre 2017, il decreto (in attesa di registrazione da parte della Corte dei conti) che sblocca - per docenti e ricercatori universitari di ruolo in servizio alla data di entrata in vigore della medesima legge di stabilità e che lo erano alla data del 1° gennaio 2011, o che hanno preso servizio tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2015 - l’una tantum per il recupero, assai parziale, degli scatti di anzianità congelati nel quinquennio 2011-2015.
Nel tempo confuso che stiamo vivendo, dove ogni informazione viene utilizzata per servire una qualche fazione, è opera di sana divulgazione ricordare il rovescio che ogni medaglia porta con sé e con questo riportare il discorso sui binari della ragionevolezza. O almeno provarci. Opera tanto più utile quando si scomodano categorie che di per sé provocano invidie e risentimenti, come quella della ricchezza, ossessione perniciosa di un tempo economicamente malato perché ammalato di economia.
Università forse non in subbuglio ma di certo senza pace. Dopo i professori, infatti, ora è la volta degli studenti. Sulle intenzioni dei primi di dar vita a un nuovo sciopero degli esami di profitto, abbiamo ampiamente riferito su questo giornale la scorsa settimana. La par condicio vuole che, in questo numero, si dia conto della reazione degli studenti che, peraltro, non ha tardato a manifestarsi.
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