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- di Gufi - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
All’indomani della sconcertante vicenda che ha provocato la sconsiderata uccisione dell’orsa Amarena in quel di San Benedetto dei Marsi (L’Aquila), il Gruppo Unitario per le Foreste Italiane (GUFI) ha diffuso un importante comunicato stampa che, di seguito, riportiamo integralmente. (Red.)

Quando i cittadini si oppongono ai tagli boschivi, c'è sempre l'esperto di turno che arriva a dire che la foresta va tagliata per il suo bene, che gli incendi si prevengono tagliando alberi e dando volontariamente fuoco ad alcune strisce di bosco (fuoco prescritto) e altro.
La colpa originaria è della cosiddetta “Legge Madia”, delitto politico-istituzionale che ha sciolto il Corpo Forestale dello Stato aggregandolo all’Arma dei Carabinieri.
Riceviamo dal Comitato Ambiente e Salute Tuscia, presieduto da Luca Federici, e volentieri pubblichiamo.
Le malattie del fegato rappresentano un grave problema di sanità pubblica nel mondo per la loro evoluzione in cirrosi epatica e tumori, situazioni cliniche che provocano la morte e, nel caso quando possibile, il trapianto dell’organo. «Esistono diversi virus che portano alla malattia, ad esempio l’epatite di tipo C – spiega il professor Luchino Chessa, responsabile Struttura semplice delle Malattie del Fegato all’Aou di Cagliari – che può essere curata con successo grazie ad alcuni farmaci antivirali e l’epatite B che può essere prevenuta con la vaccinazione, oggi obbligatoria nel primo anno di vita per tutti i nuovi nati, e tenuto sotto controllo con terapie antivirali».
