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Mercoledì, 10 Giu 2026

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 71/2025/G, la relazione sul Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR), gestito dal Ministero dell’università e della ricerca, volto a finanziare interventi specifici di rilevanza strategica, individuati nel Programma nazionale della ricerca (Pnr) e nei relativi aggiornamenti.

Rispetto alle criticità del periodo 2014-2017, già esaminate dalla magistratura contabile, l’istruttoria ha evidenziato una regolare ripresa dell’azione amministrativa, con una programmazione sistematica di bandi e interventi, idonea ad assicurare un corretto utilizzo delle risorse e una loro adeguata destinazione, in linea con i programmi di ricerca nazionali ed europei.

La chiara definizione di obiettivi, criteri di selezione e meccanismi di monitoraggio con esiti nel complesso adeguati nel tempo – si legge nel documento – ha, inoltre, garantito il progressivo impiego di risorse disponibili, ovviando al formarsi di giacenze.
L’allungamento dei tempi di attuazione, soprattutto a causa della complessità delle procedure amministrative, e la mancata conclusione dei progetti avviati dal 2019 al 2021, sono stati, tuttavia, considerati profili da attenzionare, affinché le risultanze sperimentali conseguite non perdano di attualità.

In un’ottica di accelerazione dei tempi di realizzazione e completamento dei progetti sovvenzionati, la Corte ha, pertanto, raccomandato al Ministero procedure più snelle, invitandolo a riprendere e portare a termine il progetto di istituzione di un’Agenzia nazionale per la ricerca, per un maggiore coordinamento e una gestione più efficiente delle attività di finanziamento.

In quest’ottica, positiva è apparsa la previsione del disegno di legge di bilancio 2026 inerente alla riorganizzazione del settore della ricerca universitaria, attraverso un Piano triennale della ricerca, con cronoprogramma triennale dei finanziamenti, aggiornabile annualmente, e all’aggregazione dei relativi fondi in un unico capitolo di bilancio.

Queste innovazioni – ha concluso la Corte – consentiranno di gestire le risorse in modo più efficiente, per completare i progetti più rapidamente e superare i limiti legati alla frammentazione dei fondi stessi e alla gestione concentrata su un singolo esercizio finanziario.

(Fonte: Corte dei conti)

 

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