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Lunedì, 19 Gen 2026

minambienteDa decenni le nostre pericolosissime scorie nucleari si trovano in depositi provvisori in varie località del Paese in condizioni di sicurezza inaccettabili. La loro sistemazione in un deposito unico nazionale si allontana sempre più nel tempo.

Il Foglietto ha scritto vari articoli su questo argomento.

Ho scoperto nel sito del Ministero dell'Ambiente che quest'ultimo dichiara di essere in attesa del Rapporto Ambientale, che è il punto di partenza di tutta la procedura che dovrebbe portare a individuare il luogo ove costruire il deposito.

La preparazione di quel Rapporto è compito della Sogin.

I vertici della Sogin sono stati completamente rinnovati nel luglio scorso e il 15 settembre, cinque mesi fa, hanno tempestivamente consegnato il Rapporto al Ministero.

È estremamente difficile raccapezzarsi in questa vicenda. Molte cose esulano dal comune buonsenso e a livello politico si raggiungono livelli di irresponsabilità inaccettabili vista la delicatezza e la pericolosità della questione.

Perché Il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell'Ambiente affermano di non avere già disponibile il Rapporto Ambientale?

Semplice! Se lo ammettessero dovrebbero dare inizio alla seconda e ultima fase della Valutazione Ambientale: scatterebbero i 180 giorni al termine dei quali sarebbe dato il via alla pubblicazione della carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito e, a quel punto, inizierebbe il processo conclusivo per la sua localizzazione. Invece il potere politico fa di tutto per procrastinare all’infinito attaccandosi a insignificanti questioni formali.

C'è un fatto che mi insospettisce, ma sinceramente spero di essere smentito. Il Rapporto Ambientale correttamente consegnato dalla nuova Sogin è solo una parte della documentazione necessaria. Manca, per completare il Programma Nazionale, cioè il documento definitivo, l'inventario di tutti i rifiuti radioattivi presenti sul territorio nazionale assieme alla descrizione delle fasi della loro gestione.

Questa parte fondamentale deve essere preparata dal Ministero dell'Ambiente. Per quel che ci è dato sapere, al momento esiste solo una versione abbozzata, approssimativa e decisamente incompleta. Manca del tutto la descrizione e la valutazione degli effetti che l’attuazione degli interventi potrebbe provocare sull'ambiente. Il che non è poco!

È da questo documento che si dovrebbe evincere il rigoroso rispetto della normativa europea vigente, recepita dalla nostra legislazione.

Forse banalmente all'Ambiente non hanno voglia o non sono in grado di arrivare ad una stesura accettabile, peraltro non facile.

Mi auguro di tutto cuore che esistano spiegazioni più accettabili per questo ritardo ma non riesco a trovarne.

Ho sempre pensato che i numerosi rinvii fossero stati fatti per evitare che la scelta del possibile sito, con le eventuali polemiche che necessariamente comporta, non confliggesse con elezioni e/o referendum di vario tipo.

Non vorrei concludere che questa situazione grottesca sia dovuta al fatto che nessuno sia realmente interessato a trovare una soluzione e che restasse in tutta la sua gravità il problema di pericolosissimi rifiuti radioattivi, da decenni sistemati alla meno peggio.

Sarà allora necessaria una gravissima disgrazia affinché la questione venga presa nella dovuta considerazione da coloro che ne hanno la responsabilità?

Assisteremo ancora una volta allo scaricabarile, il nostro sport nazionale?

Mi rendo conto che tutto questo non è così interessante come la costruzione del nuovo stadio di calcio a Roma, le peripezie della Sindaca, le varie leggi elettorali prossime venture. Ma, adesso che anche il Festival di Sanremo si è concluso, qualcuno del Governo potrebbe dedicarsi ad un problema la cui non soluzione potrebbe avere risvolti terrificanti nel presente e per molte generazioni a venire?

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