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Mercoledì, 22 Apr 2026

La settimana scorsa si è parlato molto di onde gravitazionali e di teoria della relatività. Molti divulgatori si sono impegnati allo spasimo sia sui giornali che in televisione a spiegare che cosa sono queste onde e come fece Einstein a ipotizzarle.

Le spiegazioni sono state spesso confuse o, addirittura, chi spiegava dava l'impressione di non avere  le idee chiare.

Non c'è da scandalizzarsi perché spiegare la relatività generale con il linguaggio comune, cioè senza servirsi della matematica necessaria, è tutt'altro che facile.

Non c'è neanche da scandalizzarsi se qualcuno spiegando una cosa mostra di non averla capita. Per verificare se si è capito un argomento, il modo migliore è cercare di spiegarlo ad un altro che voglia capirlo e che stia attento.

Anche a chi tiene corsi universitari può capitare di rendersi conto di non aver capito appieno l'argomento che sta spiegando.

In realtà, la relatività, ristretta e generale, anche se non è immediata, è semplice. Estremamente semplice. Semplice però in senso galileiano.

È semplice, se si conosce il linguaggio necessario, che non è quello di tutti i giorni ma quello della matematica. Peraltro una matematica decisamente elegante.

Molti sostengono che si potrebbe cominciare a insegnare quella matematica addirittura alle scuole elementari.

Ovviamente sarebbero necessari docenti molto motivati e impegnati e non quelli umiliati in tutti i modi possibili e immaginabili, che faticosamente portano comunque avanti le nostre scuole. Ma questa è un'altra storia ...

Sia chiaro che non darò la "mia" spiegazione delle onde gravitazionali. Non ci penso neanche lontanamente: addirittura non lo superai l'esame di Relatività!

Tanti anni fa il corso di laurea in Fisica durava quattro anni e consisteva in diciotto corsi. Sedici erano detti fondamentali e due complementari, uno dei quali doveva essere di indirizzo matematico. Gli esami complementari erano così chiamati perché venivano scelti dagli studenti.

Io scelsi appunto Relatività, corso che era tenuto da un giovane docente appena tornato da Princeton, dove aveva trascorso anni di studio.  All'inizio eravamo in tre a seguire il corso, a dire il vero piuttosto noioso. Poi rimasi solo io. Più che lezioni diventarono dialoghi, anche se non particolarmente divertenti.

Le lezioni cominciavano a mezzogiorno e capitava che dopo andavo a mangiare con il professore. Insomma, diventammo amici.

Il giorno dell'esame mi presentai con l'atteggiamento di quello che deve sbrigare una formalità. Il professore, forse infastidito dai miei modi, dandomi del lei, mi fece una domanda molto tecnica alla quale non seppi rispondere. Mi guardava con un sorrisetto tra il divertito e il compiaciuto ... io ripresi il mio "libretto" e me ne andai senza neanche salutare.

Le velocità in gioco in Sismologia sono dell'ordine dei 10 km al secondo quindi la relatività, che si occupa di velocità prossime a quelle della luce, 300.000 km/sec, è del tutto inutile.

Ciononostante qualcosa ancora ricordo.

I quadrivettori, fatti delle tre componenti spaziali e da quella temporale ...

Il tempo moltiplicato per la velocità della luce in modo da renderlo omogeneo con le tre coordinate spaziali ...

La geniale introduzione del tempo che di fatto porta all'equivalenza massa-energia ...

La massa dei corpi che deforma il "tessuto" dello spaziotempo ...

Le vibrazioni di questo tessuto generate da corpi in moto accelerato ...

Corpi con grande massa come stelle o buchi neri si "agitano" e provocano onde gravitazionali che sottraggono loro energia ...

Anche la Terra che, nel suo piccolo, gira intorno al Sole, genera onde gravitazionali: per questo perde energia e quindi si sta avvicinando al Sole fino a caderci ... fra circa diecimila miliardi di anni ...

Nessuno dei divulgatori che mi è capitato di sentire ha spiegato in realtà come possono essere descritte queste onde.

Dirò una bestialità: nello spazio tridimensionale assomigliano un po' alle onde sismiche P, cioè le onde longitudinali che, generate da un terremoto, arrivano per prime (P) alle stazioni di osservazione senza creare danni particolari lungo il loro cammino...

Che mi si perdoni per questo ...

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