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Domenica, 26 Apr 2026

Venerdì scorso è venuto a trovarmi Edwin Cartlidge, un giornalista inglese che stimo molto. Edwin risiede a Roma, parla un ottimo italiano e si occupa, con humour molto british, delle nostre miserie.

Lo avevo conosciuto a L'Aquila, dove ha seguito con grande attenzione il processo: uno dei pochissimi giornalisti a farlo veramente. È diventato famoso perché scoprì l'esistenza del rapporto ICHESE, che la Regione Emilia Romagna teneva gelosamente custodito.

ICHESE è l'acronimo di una Commissione che doveva stabilire le cause delle due scosse di magnitudo 6 circa verificatesi nel maggio del 2012 nella Bassa.

Qualcuno sperava con questa ICHESE di mettere in discussione, per scopi politici, la celebre e universalmente accettata teoria della Tettonica a Placche.
Cartlidge, come molti ricorderanno, pubblicò su Science un articolo sull'argomento, provocando il finimondo fra i terremotati emiliani e i vertici della Regione.

Il Foglietto ha dedicato molta attenzione a questa incongrua vicenda (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13).

Pensavo che volesse discutere con me degli sviluppi scientifici e politici della vicenda:

I terremoti possono esser generati da estrazioni petrolifere?

Perché ancora non c'è una definitiva valida dichiarazione ufficiale che le scosse del 2012 sono  puramente naturali?

Perché sono stati necessari sei sismologi americani per chiudere "politicamente" la vicenda?

Il responso dei sismologi americani può essere considerato super partes, visto che è stato pagato dall'ENI?

La validazione fatta dall'INGV del rapporto americano può essere considerata accettabile?

Su tutto questo mi ero preparato in vista dell'incontro. In particolare, mi interessava discutere con lui, di formazione protestante, quindi meno disponibile ai compromessi, la questione della validazione INGV del rapporto americano sulle cause dei terremoti 2012.

L'INGV infatti ha validato il modello ma non i risultati che dal modello stesso discendono.

Viene da sospettare che ci sia stata una forte pressione politica per uscire dall'impasse generato dalle ridicole conclusioni del rapporto ICHESE, visto che addirittura si è ritornati a un modo di vedere pregalileiano.

Un modello ovviamente ha senso solo confrontandone le conseguenze con i dati sperimentali.

Allora se l'ipotesi Cavone come generatore di sismi non è completamente abbandonata come è possibile che in Val d'Agri si continui a estrarre petrolio e a iniettare fluidi in zone che indubbiamente sono, come dicono i geologi, "in prossimità di faglie attive"?

Siamo in Lucania, una delle zone più pericolose dal punto di vista sismico d’Europa!

Colui che, dopo un sopralluogo, indicò il Cavone come causa dello sconvolgimento tellurico emiliano del maggio del 2012 potrebbe fare un analogo sopralluogo in Val d'Agri e individuare lì l'eventuale pericolo imminente.

Forse, però, è capace di individuare i rischi solo a catastrofe avvenuta, come per L'Aquila: lui sì che avrebbe saputo cosa fare, visto che dichiarò che a L'Aquila degli errori erano stati fatti senza però mai specificarli.

Oppure ragioni "superiori" glielo impediscono? Le cause  petrolifere sono da prendere in considerazione solo in Emilia?

E che dice il vertice dell'INGV su un argomento così delicato, dal momento che si sente autorizzato a esprimere giudizi a dritta e a manca, come abbiamo avuto modo di apprezzare in una ridicola performance prenatalizia? Addirittura lanciando oscure minacce nei confronti di persone non identificate!

Tutta l'operazione, indiscutibilmente grottesca e vergognosa, non sarà stata fatta proprio per impedire come conseguenza la chiusura dei pozzi della Val d'Agri, ben più remunerativi di quelli emiliani?

Ne consegue che i cittadini lucani sono da considerare cittadini di serie B?

Possono correre rischi accuratamente risparmiati agli emiliani per la sicurezza dei quali sono state nominate cinque o sei commissioni di "esperti"?

Facciamo allora per coerenza una commissione di esperti anche per i rischi che corre la Basilicata, come conseguenza delle estrazioni petrolifere che addirittura si vorrebbero incrementare. Scegliamone i membri in maniera trasparente, evitando questa volta lampanti conflitti di interesse.
Se tutto è in regola, se i cittadini non corrono alcun rischio non ci saranno conseguenze e tutti saremo più tranquilli.

L'importante è che si facciano i nomi di esperti di chiara fama. Ministri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente saranno ben felici di seguire queste indicazioni. E non incoraggeranno anche in questo caso il disprezzo di secoli di sviluppo scientifico come si è fatto, spero involontariamente, in Emilia dove si sono ignorati i dati sperimentali e si è ricorsi all'ipse dixit aristotelico!

Speravo che Edwin, un giornalista molto capace e paziente, avesse informazioni nuove su questo argomento e che con lui si potesse esprimere un giudizio più completo su uno degli episodi più vergognosi della nostra storia recente.

I giornalisti italiani chiaramente non sono interessati o non li fanno interessare a questo tema, eccezion fatta  forse per quelli che scrivono sulla Cronaca di Modena del Resto del Carlino.

Anch'essi però taciturni sull'argomento negli ultimi tempi, malgrado  ancora 1500 o più persone vivano in container umidi e infestati dai topi.

Edwin era sopratutto interessato ancora alla riunione della Grandi Rischi del 31 marzo 2009 e al processo di primo grado. Io volevo parlare delle riunioni non fatte della nuova Grandi Rischi con conseguenze difficili da dimenticare e che qui sul Foglietto tante volte abbiamo ricordato.

Mi sono così accorto che molte cose devono ancora venir fuori, come la storia del tizio che dopo la condanna di primo grado partecipa a congressi dichiarando che io ero andato a L'Aquila a dire che i terremoti non si possono prevedere e che contemporaneamente escludevo che venissero! Congressi ove tutto fortunatamente viene registrato a futura memoria.

Lo stesso tizio che intenta cause milionarie a settimanali che ne hanno evidenziato un po' le magagne. Cause archiviate subito dal Magistrato. Ma il tizio insiste e fa ricorso in appello ... per ottenere solo un'ulteriore archiviazione. Come i pifferi di montagna insomma: andò per suonare ... Patetico e penoso. Sopratutto penoso. E pensare che è pagato profumatamente dallo Stato, mentre sarebbe meglio e più economico sostituirlo con due giovani brillanti costretti invece a emigrare ...

Ma il tempo è galantuomo e Il Foglietto continuerà a uscire senza condizionamenti. Ed è inutile inviare lettere al Ministro, informandola che vi scrivo tutte le settimane.

Ho la sensazione che lo sappia già e forse non necessariamente viene considerata una cosa negativa. E poi cosa potrebbe farmi?

Comunque, il meglio deve ancora arrivare  ...

*Geofisico

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