Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 21 Apr 2026

Maria Montessori (1870-1953) sfidò le regole e le convenzioni del suo tempo - nella scelta degli studi, nell'"umanizzazione" della medicina, nell'innovazione pedagogica, nelle battaglie protofemministe - ma non sino a riconoscere il figlio avuto a 28 anni, nel 1898, da Giuseppe Montesano, brillante collega di Clinica psichiatrica, del quale Maria s'era innamorata studiando i comportamenti dell'infanzia ritardata.

Il loro bambino segreto venne affidato prima a una balia, poi a una famiglia, infine a un collegio. Maria andava spesso a trovarlo e il piccolo la considerava come una zia che gli insegnava tante cose.

Non si conoscono le ragioni della scelta di Maria. Forse le convenzioni sociali: né lei né Montesano desideravano sposarsi, oppure Maria aspettava che lui glielo proponesse. Forse la pressione familiare: la mamma di lei ne fece una malattia. Forse l'impossibilità di coniugare una maternità fuori dal matrimonio con la carriera.

Fu una scelta comunque dolorosa, con un epilogo da feuilleton d'epoca. Maria ritroverà Mario - questo il nome del figlio rifiutato - dopo quindici anni di fuga sentimentale, alla morte della madre, dando vita a una delle più belle storie d' amore tra mamma e figlio.

L'esile figura di Giuseppe Montesano uscì di scena, accompagnata dall'"atroce disprezzo" di Maria. E dalla madre mancata nacque una delle più innovative rivoluzioni pedagogiche del Novecento, tutta dalla parte del bambino.

Marjan Schwegman, nella biografia "Maria Montessori", pubblicata dal Mulino nel ’99, chiarisce bene come questo abbandono abbia dolorosamente gorgogliato dentro di lei inducendola a costruire una filosofia dell’irresponsabilità adulta verso i bambini che invece chiedono insistentemente uno sguardo di comprensione.

Il figlio, che prese il cognome della madre, divenne, invertendo i ruoli tradizionali, il suo alter ego, la sua guida, il più fidato collaboratore, l’accompagnatore nei suoi lunghi viaggi di lavoro.

Per saperne di più sul metodo Montessori e sulla storia dell’istruzione femminile: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", pag. 250, € 16, Ledizioni, Milano 2020. Anche in versione e-book a € 6.99.

(9 – continua)

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/sara.sesti13

ARTICOLI PRECEDENTI

Donne di scienza. Sulle tracce dell'assenza
Nancy Grace Roman, l'astronoma madre del telescopio spaziale Hubble
Una matematica tra giudizi e pregiudizi: Sofia Kovalevskaja
Quando l'inventrice è donna: Josephine Cochrane e la prima lavastoviglie meccanica
L'omaggio di Venezia a Hedy Lamarr, dal film "Extase" all'invenzione dello "Spread spectrum"
La biologia moderna e il ruolo fondamentate delle donne
Katherine Johnson, matematica geniale della Nasa sfidando pregiudizi razziali e di genere
L'informatica, da Ada Byron ai Nerd

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
empty alt

Licenziamento per simulazione di malattia: illegittimo senza valutazione medico-legale

Con ordinanza n. 8738/2026, depositata in data 8 aprile 2026, la Corte di cassazione (sez. Lavoro)...
empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
empty alt

Wang Zhenyi, l’astronoma che amava la poesia

Wang Zhenyi visse in Cina tra il 1768 e il 1797. Nonostante la brevità della sua vita, lasciò...
empty alt

“Lo sguardo di Emma”, dolorosa storia di autodeterminazione e ribellione

Lo sguardo di Emma, regia di Marie-Elsa Sgualdo, Lila Gueneau (Emma), Grégoire Colin (Robert),...
Back To Top