Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 24 Apr 2026

ECG ID 6903Risponde di omicidio colposo il sanitario che attesti l’idoneità alla pratica sportiva agonistica di un atleta, in seguito deceduto nel corso di un allenamento a causa di una patologia cardiologia non diagnosticata dal sanitario per l’omessa effettuazione di esami strumentali più approfonditi laddove, in presenza di tracciati elettrocardiografici sospetti, il medico avrebbe dovuto doverosamente potenziare la verifica dell’integrità psico-fisica del paziente per prevenire gli eventi nefasti previsti dai protocolli.

E’ quanto emerge dalla sentenza, depositata ieri, n. 20943/23, emessa dalla Quarta sezione penale della Corte di Cassazione, che ha ritenuto inammissibile il ricorso proposto da un medico specializzato in medicina dello sport, condannato sia in primo grado che in appello a mesi otto di reclusione, pena sospesa, in quanto, con condotta imprudente, imperita e negligente, non conforme ai canoni della migliore scienza medica, aveva rilasciato certificato di idoneità alla pratica agonistica del ciclismo con durata annuale, nonostante i tracciati di ben due ECG al massimo sforzo, cui era stato sottoposto il paziente a febbraio 2012 e a marzo 2013, mostrassero segni ampiamente significativi di “ischemia miocardica infero-laterale”. Il secondo esame evidenziava, addirittura, segni di peggioramento.

Pertanto, sottolineano i Giudici della Suprema Corte, il medico avrebbe dovuto astenersi, sia nel 2012 che nel 2013, dal rilasciare il certificato di idoneità alla pratica agonistica del ciclismo, sulla base dei “Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico”.

Quanto alla sussistenza del nesso di causalità tra la condotta omissiva colposa e il decesso del paziente, avvenuto il 1° agosto 2013, nel corso di un allenamento ciclistico per “arresto cardiaco acuto da verosimile recidiva di infarto, in soggetto con esiti di pregresso infarto del miocardio”, leggesi nella sentenza in rassegna che, “a fronte di un tracciato ECG patologico, se il medico non avesse rilasciato il certificato di idoneità alla pratica agonistica del ciclismo ed avesse indirizzato il paziente ad una completa valutazione cardiologica, in modo da prevenire future aritmie, l’omesso riconoscimento dell’idoneità alla pratica sportiva agonistica lo avrebbe indotto a non proseguire gli allenamenti intensi in bicicletta, idonei a provocare ‘una discrepanza ossigenativa su una parte del muscolo scheletrico’ ”.

rocco tritto 130x130Rocco Tritto
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

Nella Giornata Mondiale della Terra, celebriamo il silenzio assordante sulla crisi climatica

Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra, divenuta un “rito” che non ha nulla a...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
empty alt

Licenziamento per simulazione di malattia: illegittimo senza valutazione medico-legale

Con ordinanza n. 8738/2026, depositata in data 8 aprile 2026, la Corte di cassazione (sez. Lavoro)...
empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
Back To Top