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Mercoledì, 22 Apr 2026

Il 23 gennaio scorso, Giorgio Santacroce, Primo Presidente della Corte di Cassazione, ha aperto l’anno giudiziario 2015, illustrando la Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2014.

Chiediamo a Stefano Giorgio, avvocato penalista, quali siano, secondo lui, le ragioni dell’arretratezza che caratterizza la materia giudiziaria del Paese Italia.

"Non esiste una sola ragione che ha portato all'attuale situazione di sfascio. Da una parte c'è stata la tendenza a delegare alla giustizia il problema della criminalità, che è un problema di ordine pubblico. Si è invece utilizzata la macchina giudiziaria per fronteggiare il crimine e ancora più impropriamente per educare alla rettitudine. Quando la Giustizia deve svolgere una funzione esemplare nasce un'esuberanza e il processo esorbita dal suo ruolo principale che è quello dell'accertamento dei fatti e dell'attribuzione di responsabilità individuali. Noi siamo ormai abituati ai blitz, che arrivano in ritardo, dopo che si sono compiuti i crimini, che vengono letti a posteriori sulla base delle intercettazioni telefoniche. Basti pensare che si sono coniate delle espressioni, comunemente utilizzate in sentenza, come  droga parlata".

Cosa vuol dire in gergo "Droga parlata"? E' uno slang?

"Può sembrare un'aberrazione,  ma  in Italia si viene comunemente condannati per stupefacenti anche in assenza di un sequestro o rinvenimento di sostanza effettiva e di una perizia che accerti la natura stupefacente del reperto. Basta che l'interpretazione di conversazioni e il contesto personale consenta al Giudice un'interpretazione che si tratti di droga. Molto spesso, basterebbe intervenire in tempo reale per avere la conferma se ci sia effettivamente  la droga, ma nell'intento di individuare tutti  i presunti corresponsabili si aspettano mesi. La droga viene assunta e venduta e poi la Polizia si rivolge al Pubblico Ministero per  valutare l'opportunità di chiedere il carcere al GIP, e passano altri mesi   per consentire la lettura di centinaia o migliaia di carte all'uno  e all'altro. E' evidente che è un sistema farraginoso ed è agli antipodi del mondo del web dove, per esempio, tutto viene messo in circolazione immediatamente".

Quindi la giustizia fa i conti dopo? Un esempio eclatante che ha seguito negli ultimi anni?

"Una delle più grosse truffe carosello, che consistono nella evasione di IVA attraverso un sistema di fatturazioni  incrociate fittizie, è stata quella di Telecom-Fastweb. Mi rendo conto che il processo non era semplice, ma tra la richiesta di custodia cautelare e la relativa decisione del giudice, in tutto e per tutto conforme alle richieste del Pubblico Ministero, sono passati sei mesi. In quei sei mesi i malfattori hanno lucrato altri 60 milioni di euro di IVA evasa, nascondendo all'estero circa 10 milioni di euro al mese. In esito al processo tutti i manager sono stati assolti dopo essere stati in carcere per sei mesi e ai domiciliari per quasi un anno e i soldi non sono certo ritornati".

Perché ride? Non si dovrebbe piangere?

"Certamente,  è stata una tragedia individuale per tutti coloro, i così detti colletti bianchi, che non avevano mai conosciuto l'inciviltà delle nostre carceri e la durezza del sistema giudiziario italiano, che hanno vissuto un incubo. E  una  tragedia giudiziaria che non si sia riusciti a capire attraverso quali complicità a medio livello sia stato possibile stornare milioni di IVA dai bilanci di colossi telefonici. In pratica si sono colpiti solo i manovali della truffa e per altro sono tutti liberi, malgrado condannati a pene gravose tra i 5-15 anni e mancano ad oggi due gradi di giudizio".

Pedinamenti, intercettazioni, microspie, osservazione diretta: il lavoro delle forze dell'ordine è vano?

"L'attendibilità delle decisioni giudiziarie non è certamente proporzionale agli sforzi investigativi. Se c'è una cosa che colpisce gli operatori giudiziari è l'approssimazione e l'incertezza delle nostre sentenze. Molte decisioni sono prese sull'onda emozionale del momento, malgrado i Magistrati dovrebbero essere scevri da condizionamenti dei media. Per non parlare delle Corti d'Assise. Si pensi ai Giudici popolari che dovranno giudicare fatti di cronaca che sono vivisezionati quotidianamente in tutti i talk show e salotti televisivi, con presenza di criminologi, opinionisti, esperti che si confrontano con i plastici che riproducono i luoghi e le tracce del delitto. Come possono sottrarsi al pregiudizio, quando in Italia c'è questa sovraesposizione dei fatti di nera molto prima che si facciano i processi in aula? E che succede quando il telespettatore è chiamato a fare il giudice popolare?"

E' colpa del ritardo? Negli USA ,  se un processo viene sbattuto sui media  viene annullato. E' giusto?

"Esattamente, è vero che in America c'è solo la giuria popolare e non un collegio misto come in Corte d'Assise - sei giudici popolari e due professionisti - ma come si fa a coniugare il principio della prova che si forma nel dibattimento con la sovraesposizione di tutti i processi di rilievo? Lo stesso giudice professionista non può essere impermeabile ai condizionamenti esterni. Per fortuna in Italia ci sono due gradi di giudizio di merito ed uno di legittimità; ma ciò nonostante gli errori giudiziari non sono certo una rarità".

Quale è il rimedio in caso di errore giudiziario?

"E' prevista un'impugnazione straordinaria che si chiama revisione penale e che non può prescindere, però da un elemento di novità che deve essere realmente demolitorio delle prove già acquisite nel processo che ha portato alla condanna. Purtroppo c'è una resistenza culturale da parte della Magistratura a fare emergere gli errori giudiziari perché da un lato mettono in evidenza la fallibilità del sistema di cui i giudici fanno parte, dall'altra il processo ad una sentenza è  anche, indirettamente ed inevitabilmente,  il processo ai giudici che hanno confezionato l'errore giudiziario. E qui entra in gioco un improprio spirito di colleganza, la revisione non è vissuta come un normale antidoto all'errore giudiziario, una verifica fisiologica alla luce di un elemento di novità documentale, scientifico o testimoniale, ma una sorta di elemento sovversivo del sistema. Il sistema giudiziario americano probabilmente non è migliore del nostro, la regola è un solo grado di giudizio, ma le prove scientifiche vengono riesaminate con maggiore facilità che in Italia".

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