Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 28 Apr 2026

di Adriana Spera

Ancora una volta, abbiamo assistito allo spettacolo indecoroso di uno dei tanti "imprenditori morali" che impazzano in questo paese.

Gli "imprenditori" in questione sono quei politici o falsi intellettuali che, di volta in volta, indicano una categoria da blandire per ottenere consensi nella parte più becera.

Nel caso del ministro Brunetta, si tratta di coloro che, restii a pagare le tasse, si lavano la coscienza incolpando i dipendenti pubblici di tutti i mali del paese. Brunetta dimentica che ogni eletto rappresenta tutti i cittadini (anche chi non l'ha votato) e che, in quanto tale, ha il dovere di confrontarsi e di ascoltare ogni istanza, altrimenti, meglio restarsene a casa.

Tuttavia, la reazione dell'irascibile ministro non ci meraviglia: è coerente con la cultura dominante e trasversale, che non ammette dissensi o perplessità sulle soluzioni adottate, figuriamoci poi se si parla di proposte alternative avanzate per risolvere i problemi che affliggono il paese.

Il precariato, l'efficienza e la razionalizzazione della P.A. sono in testa. In questi anni, se l'avesse voluto, anziché fare demagogia, dando la caccia sui media, a fantomatici fannulloni, il ministro poteva chiudere, una volta per tutte, la piaga del precariato, emanando una nuova legge sulle stabilizzazioni, per poi tornare a bandire concorsi pubblici trasparenti, con commissioni serie, con prove selettive rigorose, che possano essere superate dai migliori e non da parenti, amici e conoscenti di qualche maggiorente.

Infine, avrebbe dovuto emanare un vero codice etico per dirigenti pubblici, per precludere ai parenti dei medesimi di partecipare a concorsi presso gli enti dove operano.

Se il ministro sapesse che la P.A. è il motore del paese, avrebbe fatto questo e molto altro.

Non è accaduto. E gli elettori di recente hanno sancito qual è la parte peggiore del paese.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Bevagna omaggia Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla morte

Dal 30 aprile al 3 maggio, storici, docenti universitari, ricercatori, musicisti, giocolieri e...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Cosa caratterizza la folle corsa alla spesa militare?

Gli anni Venti del XXI faranno storia, sicuramente. Non tanto per le loro innumerevoli crisi, che...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
Back To Top