- Dettagli
- di Antonio Del Gatto
Con sentenza 26 novembre 2014 n. 25162, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (Pres. Macioce, Rel. Tricomi) si è occupata del licenziamento di un lavoratore dipendente, assente per malattia.
Con sentenza 26 novembre 2014 n. 25162, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (Pres. Macioce, Rel. Tricomi) si è occupata del licenziamento di un lavoratore dipendente, assente per malattia.
Sembra proprio che valga, per il banchiere centrale, la celebre massima che l’immenso Stevenson mise il bocca al suo dottor Jekyll allorquando scoprì che “l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due”. D’altronde mi dico pure che non dovrei stupirmi: anche un banchiere centrale è un uomo, dopotutto e malgrado faccia del suo meglio per sembrare una calcolatrice dotata di spirito.
Le prime organiche applicazioni della geochimica centrate sul problema del reperimento di risorse minerali nascono ad opera di scienziati russi negli anni ‘30. Poi nel mondo occidentale, dopo gli anni ‘50 si é avuto un crescente ed esplosivo sviluppo dell'esplorazione geochimica, che raggiunse il culmine negli anni ‘70, quando la crisi petrolifera stimolò grosse iniziative per il ritrovamento di mineralizzazioni uranifere. Solo in anni più recenti si sono avuti contributi che hanno portato a un rapido sviluppo e all'espansione dell'interesse per la geochimica verso le questioni ambientali.
A settembre scorso, il debito pubblico italiano ammontava a 2134,017 miliardi di euro (fonte: Bankitalia), mentre a maggio 1994 - quando entra per la prima volta Silvio Berlusconi a Palazzo Ghigi, alla fine di quella che comunemente chiamano prima repubblica – esso era pari a 1004,864 miliardi di euro, ossia 1130 miliardi in meno rispetto ad oggi.
Delusa dal fatto che, anche dopo il varo delle Abilitazioni scientifiche nazionali, l’eccellenza continua a non essere l’unico parametro su cui si fonda la progressione della carriera accademica nel nostro paese, la prof. Dolores Fregona, del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova, lo scorso febbraio, ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica, per evidenziare limiti, incongruenze e contraddizioni di tali nuove procedure, che avrebbero dovuto far scomparire, una volta per tutte, quella “discrezionalità non motivata, che ha sempre caratterizzato i concorsi pubblici all’università”.
Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!