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- di Roberto Tomei
E’ tempo di confronti e di ritorni. Ma mentre questi sono veri, quelli sono soltanto apparenti.
Quest’epoca verrà ricordata, quando scriveranno la storia, come quella in cui le banche centrali hanno di fatto scritto l’agenda della politica. Ma sarebbe poca cosa notarlo se, a fronte di questa inusitata deriva finanziaria, non si mettesse in evidenza il costo che tali politiche ha accompagnato, che rimane sospeso sulle nostre teste insieme alle sue conseguenze sociali.
Alla confusione siamo abituati, ma in questi ultimi giorni si è esagerato. Stiamo al dichiarato, tanto linee guida e slide, che manco ci sono, comunque non valgono di più. C’è chi dice che nel Def non c’è un euro per il pubblico impiego e che il blocco dei contratti si protrarrà fino al 2019, ma qualcun altro subito dopo si affretta a sostenere il contrario, cioè che c’è speranza di riaprire la contrattazione nel 2016.
L’epopea delle famiglie europee, non più formiche ma neanche cicale, si può leggerla in filigrana osservando un grafico contenuto nell’ultimo bollettino economico della Bce, dove una curva descrive l’andamento del tasso di risparmio dal 2000 al 2014.
Con una nota inviata alcuni giorni fa al presidente della giunta della Regione Puglia, che di seguito pubblichiamo, Pietro Perrino, Agronomo, già direttore dell’Istituto di genetica Vegetale del Cnr, è intervenuto sul problema del disseccamento rapido degli ulivi nel Salento, che sarebbe stato causato dalla Xylella.
Mentre non c’è giorno che non filtrino sulla stampa ipotesi in cantiere per riformare la legge Fornero (n. 214/2011) in materia pensionistica, una notizia può essere data con certezza ed è quella riguardante le pensioni anticipate decorrenti dal 1° gennaio 2015, che non saranno più soggette ad alcuna penalizzazione, anche se l’accesso al trattamento pensionistico avviene con meno di 62 anni di età.
I nostri più attenti lettori ricordano certamente che il 31 marzo scorso, in un articolo di commento alla sortita del ministro Poletti di far lavorare gli studenti delle superiori durante le vacanze (obbligo dall’altro ieri già declassato, dallo stesso ministro, a mera facoltà), demmo anche notizia della concomitante dichiarazione, rilasciata dal premier Renzi alla Luiss di Roma, secondo cui sull’istruzione l’Italia si giocava il ruolo di superpotenza mondiale.
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