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Mercoledì, 11 Mar 2026

di Biancamaria Gentili

Domenico Rizzuti, Mimmo per gli amici, membro del cda del Cra dal luglio 2007, dopo un lungo trascorso di dirigente dello Snur-Cgil, contesta con veemenza il decreto di commissariamento dell’ente di ricerca in agricoltura e ricorre al Tar.

Il provvedimento  emanato il 19 gennaio da Giancarlo Galan, ministro delle Politiche agricole, ha comportato la defenestrazione non solo del presidente Romualdo Coviello ma anche dell’intero cda.

Ma Rizzuti, oltre ad adire la giustizia amministrativa, alla quale ha chiesto la sospensiva del decreto, ha anche diffuso una polemica nota su tutta la vicenda. Ma andiamo per ordine.

Al Tar del Lazio, Rizzuti chiede l’annullamento del decreto di commissariamento, in quanto, a suo dire, l’iniziativa del Ministro sarebbe illegittima per  “Eccesso di potere per falsità dei presupposti ed illogicità manifesta, difetto e contraddittorietà motivazionale, comportamenti illogici e contraddittori; violazione del decreto legislativo n. 454/1999, n. 19/99 e n. 419/99”.

Il commissariamento del Cra è stato infatti disposto da Galan a seguito “dell’inconciliabile stato di conflittualità venutasi a determinare in seno al cda del Cra, con significativi richiami anche alla gestione del Direttore generale”.

Tale motivazione viene respinta dal Rizzuti, per il quale non c’è stato alcun conflitto tra il cda e il presidente Coviello, ma soltanto comportamenti illegittimi da parte di quest’ultimo, che lo stesso cda avrebbe tempestivamente segnalato al Ministro, rimasto inerte fino allo scioglimento anticipato.

Quanto ai contrasti tra il cda e il direttore generale, gli stessi non vengono negati dal Rizzuti, ma riportati “nell’esercizio del potere di controllo” dello stesso cda, che “ha risolto una serie di problemi ... nonostante un conflitto tesissimo ... tra  il Presidente e il Direttore generale (Giovanni Lo Piparo, ndr)”.

Quest’ultimo, già dg del Mipaaf, viene definito da Rizzuti “vero e proprio missus dominicus (rappresentante, ndr) delle alte burocrazie ministeriali” e censurato per aver fatto presiedere due commissioni d’esame (per dirigente e per funzionario) “a un membro del Collegio dei revisori dei conti (Antonino Di Salvo, ndr), anch’egli ex direttore generale del Mipaaf”.

Per di più “la segretaria del concorso per funzionari - scrive Rizzuti -  era contestualmente e con la stessa commissione (compreso il presidente) candidata al concorso per dirigente”. “Questo aspetto - chiosa l’ex consigliere del Cra nella sua nota - alla maggioranza del cda è sembrato strano ...”.

In attesa delle decisioni del Tar, il Cra sopravvive a se stesso.

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