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Domenica, 03 Mag 2026

di Biancamaria Gentili

Enrico Giovannini, numero uno dell’Istituto nazionale di statistica, ed attento lettore del Foglietto, non ha gradito molto il contenuto dell’articolo dal titolo “Fontanarosa come Giobbe, Istat sempre senza direttore”, apparso sull’ultimo numero del settimanale, nella parte in cui si affermava che “Da settembre ad oggi, un indeciso Giovannini non ha  proposto al cda dell’ente alcun nominativo (per la carica di direttore generale, ndr)”.

Il presidente dell’Istat ha espresso la sua contrarietà nel corso di un incontro avuto qualche giorno fa con una delegazione di Usi/RdB.

Giovannini, però, nell’occasione non ha chiarito se dai primi di settembre, quando si è conclusa l’audizione dei candidati a direttore generale dell’ente, ad oggi abbia fatto proposte al cda per l’importante nomina dirigenziale.

Se così fosse stato, ma non è né documentato  né confermato, l’indecisione si estenderebbe anche allo stesso cda, cambiando comunque di poco l’incredibile situazione di stallo.

Ma il numero uno di via Balbo, il 22 novembre ha inviato nella mail box di tutti i dipendenti un documento, fitto fitto, di quattro pagine per “chiarire alcuni aspetti riguardanti l’azione dell’Amministrazione nel corso degli ultimi mesi e per fare chiarezza su importanti questioni che attengono alla vita dell’Istituto”, non senza elencare puntigliosamente i risultati conseguiti dalla sua gestione iniziata ad agosto del 2009.

In realtà, si tratta di atti dovuti, nel senso che il completamento del processo di stabilizzazione, l’espletamento di procedure concorsuali esterne ed interne, la sottoscrizione di accordi integrativi, l’istituzione dell’Organismo indipendente di valutazione (Oiv) et similia sono previsti da normative di legge e/o regolamentari.

Nessun riferimento, invece, il corposo documento di Giovannini fa ad alcune questioni straordinarie e scottanti che da molti mesi attendono risposte concrete.

Che fine ha fatto il progetto della sede unica di Pietralata che da quasi tre anni blocca 100 milioni di euro presso la Cassa Depositi e Prestiti, che potrebbero essere destinati al finanziamento di altri progetti importanti per il Paese?

Perché da diciannove mesi l’Istat non riesce a dotarsi di un direttore generale in pianta stabile?

Per quale motivo è stato mancato l’obiettivo di trasferire fin da settembre in viale dell’Oceano Pacifico a Roma l’attuale sede di via Ravà?

Quali provvedimenti sono stati adottati in merito agli appalti di ristrutturazione della sede centrale affidati col sistema della secretazione?

Da ultimo, ma non ultimo: perché e per colpa di chi il Censimento on line ha fatto flop?

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