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Domenica, 26 Apr 2026

L’uso, da parte di un dipendente, del computer del vice capo dell’ufficio non merita l’irrogazione della più severa sanzione pecuniaria, essendo sufficiente quella più tenue del richiamo scritto. Lo ha stabilito il Tar Sicilia, Sezione di Catania con sentenza 7 febbraio, 2018, n.344, accogliendo il ricorso del dipendente a cui la sanzione era stata inflitta.

Secondo l’amministrazione, invece, l’utilizzo del computer del superiore dell’ufficio, per ragioni non attinenti a motivi di servizio, in sua assenza e senza chiederne la preventiva autorizzazione, assumendo nella circostanza una condotta non conforme al decoro delle funzioni rivestite e non rispondente ai canoni di correttezza che devono sempre ispirare il modus agendi di un funzionario, ben meritava l’inflizione della sanzione disciplinare della pena pecuniaria. Non è stato di questo parere il giudice amministrativo, che ha giudicato il fatto di lievissima entità, quale risulta ictu oculi dal comportamento del dipendente, comunque non tale da nuocere al decoro dell’amministrazione, come da questa prospettato.

Se è vero, ha precisato il collegio, che la scelta della sanzione è espressione dell’ampia discrezionalità dell’amministrazione in vista della migliore tutela dell’interesse pubblico, parallelamente nondimeno più ampio si fa il sindacato giurisdizionale, per essere chiamato il giudice amministrativo ad un vaglio maggiormente penetrante a proposito della congruità della sanzione irrogata, che nel caso di specie, come detto sopra, in quanto troppo severa è stata ritenuta sproporzionata, così determinando l’annullamento della decisione dell’amministrazione.

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