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Lunedì, 19 Gen 2026

Past lives, regia di Celine Song, con Greta Lee, Teo Yoo, John Magaro, Seung-ah Moon, Seung Min Yim, Ji Hye Yoon, Ahn Min-Young, Seo Yeon-Woo, Kiha Chang, Shin Hee-Chul, Jun Hyuk Park, Jack Alberts, Conrad Schott, Federico Rodriguez, Emily Cass McDonnell; Sceneggiatura: Celine Song; Fotografia: Shabier Kirchner; Montaggio: Keith Fraase; Scenografia: Joanne Ling; Costumi: Katina Danabassis; Effetti: Brian Walsh; Trucco: Ivy Ermert; Genere: Drammatico; USA, 2023; Durata: 106’; Distribuzione: Lucky Red; Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13; nelle sale dal 14 febbraio 2024.

Recensione di Anna Sofia Caira

Past lives è un film del 2023 scritto e diretto da Celine Song, al suo esordio alla regia. Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival, è stato proiettato anche alla 73esima edizione del Festival del Cinema di Berlino ed è stato candidato a due Premi Oscar nel 2024, uno dei quali come Miglior film.

Nel 2000, Na Young (Greta Lee) vive ancora a Seul, capitale della Corea del Sud, e ha una cotta per il suo timido compagno di classe Hae Sung (Teo Yoo). Anche Hae Sung è innamorato di lei, ma è costretto a vederla andare via, quando la famiglia della ragazza decide di emigrare a Toronto. In Canada, Na Young diventa Nora Moon e perde qualsiasi contatto con la sua vita passata in Corea, compreso con il suo amico.

Dodici anni dopo, Nora vive a New York dove sta diventando una sceneggiatrice, mentre Hae Sung non ha mai lasciato la Corea. Qualcosa ancora li lega e quel legame li fa ricongiungere e, sebbene in due continenti diversi, i due provano a riallacciare il rapporto passato. Trascorrono altri dodici anni, Nora è sposata e Hae Sung si ritrova a New York. Quel legame non sembra essersi mai spezzato, eppure Nora ha ormai un’altra vita.

Past Lives indaga in modo intimo e delicato i rapporti umani e ci parla di una storia che può esistere solo nelle circostanze moderne ma che al contempo risulta essere assolutamente universale. A tutti è capitato di chiedersi “cosa sarebbe successo se?”, e Celine Song parte proprio da questo tormento per poi portarci a riflettere sull’esistenza di altre vite e sull’importanza della vita di adesso, di tutte le scelte consapevoli o no che abbiamo preso e che ci hanno portato esattamente dove saremmo dovuti essere.

I due protagonisti provano a rivivere una vita che è rimasta in qualche modo sospesa ma che non si è fermata ad aspettarli. Si ritrovano distanti, senza più nulla in comune se non il ricordo di un’infanzia che ha lasciato poche tracce ma che non è stata vissuta del tutto. E questa incompletezza li spinge a cercarsi e a ritrovarsi e poi a scoprirsi altre persone. Cercano l’uno nell’altro i bambini che sono stati quando appartenevano allo stesso mondo, ma scoprono che di quei bambini esiste solo il ricordo.

La visione di Past Lives lascia addosso una strana malinconia, parla alla parte di te che hai lasciato da qualche parte e che nella vita che passa qualche volta ti capita di ritrovare.

Il titolo si riferisce a una leggenda coreana dell’In-Yun, secondo la quale la connessione tra due persone in questa vita è collegata alle loro interazioni in altre vite. Due amanti devono essersi incontrati almeno otto volte nelle loro precedenti incarnazioni prima di ricongiungersi definitivamente in quella attuale. Hae Sung e Nora Moon si sono sicuramente sfiorati nelle vite passate, ma in questa vita Nora Moon non è destinata a restare.

Nessun lieto fine, soltanto una vita vissuta nel mondo più autentico che ci fa credere sia reale e per questo arriva dritta al cuore dello spettatore.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica
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