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Lunedì, 19 Gen 2026

The Holdovers-Lezioni di vita è un film diretto da Alexander Payne. La pellicola è stata presentata al Telluride Film Festival il 31 agosto 2023; Genere: Commedia; USA, 2023; Durata: 133’; nelle sale italiane a partire dal 18 gennaio 2024.

Recensione di Anna Sofia Caira

Nel 1970, alla Barton Academy, a Paul Hunham (Paul Giamatti), il più odiato e temuto insegnante di lettere classiche, viene affidato il compito di supervisionare gli studenti che non torneranno a casa per le vacanze di Natale.

Sono quattro i giovani costretti a rimanere in collegio e a questi, all’ultimo istante, si aggiunge anche Angus Tully (Dominic Sessa), anche lui, come il professore, poco apprezzato in collegio. È un ragazzo intelligente, tra i primi della classe, ma fin troppo ribelle e senza scrupoli.

Nel grande edificio deserto, a trascorrere da sola le vacanze di Natale c’è anche Mary Lamb, la cuoca, che ha da poco perso il figlio in Vietnam. È una donna calorosa, ma un po' risentita nei confronti di quei ragazzi che hanno la fortuna e il privilegio di essere intoccabili, al contrario di suo figlio, costretto ad andare al fronte a combattere ancora prima di aver compiuto 20 anni.

Dopo che il padre di uno dei ragazzi si offre di portare i suoi compagni a sciare, Angus è costretto a rimanere da solo alla Barton. Paul, il ragazzo e Mary, troveranno gradualmente conforto nella reciproca presenza, e pian piano riusciranno a colmare quel vuoto che li faceva sentire così soli.

Payne, dopo Downzing-Vivere alla grande, del 2017, torna a girare per il grande schermo, prendendo ispirazione da Vacanze in collegio, un film del 1935, del francese Marcel Pagnol.

Anche in Vacanze in collegio il maestro Blanchard, proprio come Paul Hunham, ha un viso deturpato, con un occhio di vetro, che lo fa apparire strabico, e un odore sgradevole, per il quale nel film degli anni Trenta si guadagna il soprannome di “Baccalà”. Paul Giammatti è perfetto nel ruolo, incredibilmente divertente e, al contempo, abile nello scoprire la sua fragilità mascherata da durezza.

Anche l’esordiente Dominic Sessa, esagerato e stravagante, dimostra di essere un attore brillante che, sicuramente, non passerà inosservato.

Il film riprende l’estetica anni ’70, pur essendo girato completamente in digitale, ed è retto da una scenografia assolutamente magistrale. Al centro ci sono gli emarginati, senza una famiglia o un posto dove andare: solitudini che si trovano e si confortano e che nel contatto con l’altro, riscoprono anche se stessi.

The Holdovers è una pellicola da non perdere: è cinema puro, un viaggio emotivo che farà ridere e piangere e che ci regala una lezione di vita. Ci avvolge in una malinconia rassicurante e poi ci lascia andare un po' più leggeri, colmati da tutta quell’umanità che ti ricorda che non sei solo, anche ai margini c’è sempre qualcuno a farti compagnia.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica
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