Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 06 Mar 2026

alt“Black or White”, di Mike Binder, con Kevin Costner, Octavia Spencer, Jillian Estell, Gillian Jacobs, Jennifer Ehle, Joe Chrest, Mpho Koaho, David Jensen, Andre Holland , durata 121’, nelle sale dal 5 marzo 2015, distribuito da Good Films.

L’opera di Mike Binder, nonostante non sia appariscente, acclamata e commercialmente quotata come quella di molti suoi colleghi (più sopravvalutati), è comunque costruita su grandi ambizioni e su solidi ideali, il segno di un Cinema che, lavorando con semplicità e con mestiere sulle emozioni, regala immagini inedite e non scontate di un’America diversa.

Dopo aver affrontato di petto le eredità nefaste del 11 settembre con lo struggente e dimenticato Reign over me (con un eccellente Adam Sandler in una delle sue più convincenti interpretazioni drammatiche), il regista di Detroit questa volta si affida al carisma e alla forza scenica di un gigante come Kevin Costner per entrare nelle sfumature di un altro tema “a rischio”: il razzismo. Black or White, infatti, racconta la vita malinconica di Elliot, importante avvocato appena rimasto vedovo e costretto a crescere la sua nipotina afroamericana Eloise.

Nonostante il grande amore che lega il nonno e la nipote, Elliot dovrà lottare contro le pretese dell’ex genero tossicodipendente Reggie (Andrè Holland, giovane attore già fattosi notare nella serie tv The Knick e nel film Selma), intenzionato a strappargli l’affidamento della bambina.

Presentato all’ultimo festival di Roma e umiliato dalla grande critica togata, il film di Binder, dunque, è un’opera superficialmente semplice.

Le battaglie quotidiane di Elliot, dal lutto improvviso al durissimo epilogo in tribunale, infatti, non riservano sorprese visive eclatanti o rivoluzionarie e si svolgono su una strada narrativa alquanto prevedibile e diretta.

Eppure, raramente, ci capita di assistere a pellicole così fiere della propria genuinità, così consapevoli di usare la propria schietta normalità per raccontare con efficacia un mondo che sta cambiando.

I film di Binder sono opere che immergono le proprie radici culturali e i propri riferimenti cinematografici nel Classico, nelle filmografie di maestri come Frank Capra, ma che non provano mai a stupire con il proprio background, a influenzare il pubblico con paragoni altisonanti (nonostante Kevin Costner sia qui, apertamente, un James Stewart contemporaneo).

Il regista non si crogiola sul proprio talento e non costringe il pubblico a subire i suoi personaggi e le sue scene. Binder, anzi, con un talento in grado di dosare alla perfezione sequenze madri e gag più leggere, riesce a fare di Black or White un film commovente e sincero, dove senza rabbia o faziosità, si guardano in faccia alcuni dei fantasmi più terribili e difficili degli Stati Uniti del 2015.

Certo, per noi, sarebbe stato estremamente facile liquidare tutti gli sforzi del regista e del suo cast come retorici, falsi e infantili, accusare Black or White di essere una pellicola fuori tempo massimo, senza coraggio o inoffensiva. Ci saremmo potuti accodare comodamente alla massa e avremmo potuto finire così. Eppure, sono proprio opere “banali” come questa a costringerci a prendere posizione e a difenderle (forse anche oltre il giusto).

Perché le pellicole come quella del buon Mike Binder sono le uniche capaci, senza effetti speciali o sceneggiature arroganti, di raccontare con una forza emotiva trascinante, quelle piccole grandi storie che conquistano il cuore, le sole di cui il pubblico ha davvero bisogno.

alt*critico cinematografico

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Adwa. Una vittoria africana”, film per ricordare le Vittime del Colonialismo italiano

Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di...
empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
Back To Top